{"id":1066,"date":"2019-08-07T12:27:46","date_gmt":"2019-08-07T10:27:46","guid":{"rendered":"https:\/\/mirkokulig.com\/?p=1066"},"modified":"2019-09-20T16:28:42","modified_gmt":"2019-09-20T14:28:42","slug":"una-tripartizione-dellapprendimento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/una-tripartizione-dellapprendimento\/","title":{"rendered":"Una tripartizione dell\u2019apprendimento"},"content":{"rendered":"<p>di  Manfred von Mackensen <\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/mirkokulig.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Tripartizione-della-lezione-secondo-M.v.Mackensen.pdf\">scarica la versione pdf<\/a><\/p>\n\n\n<p>FARE, SENTIRE, PENSARE<\/p>\n<p><strong>Prologo <\/strong><\/p>\n<p>Vogliamo delineare determinate fasi del fare lezione, partendo da un esempio non scolastico \u2013 ossia da una situazione della vita quotidiana. Ci\u00f2 che avviene a scuola sar\u00e0 quindi in un primo momento presentato da un accadimento non scolastico. Cerchiamo di suddividerlo in tre fasi, come segue:<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<p>I\u00b0<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p>Fase<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p>Due persone vanno ad un compleanno. Tanti auguri! Tanta gente, tanto movimento\u2026<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<p>II\u00b0<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p>Fase<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p>Sulla via di ritorno a casa ricordano i momenti principali e alcune persone.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<p>III\u00b0<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p>Fase<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p>Il mattino successivo riflettono:<\/p>\n<ol>\n<li>In che rapporto stavano tra loro le persone e nei confronti del festeggiato?<\/li>\n<li>Quali novit\u00e0 hanno sperimentato?<\/li>\n<li>Come organizzerebbero loro un futuro compleanno? Cosa \u00e8 importante per festeggiare un compleanno?<\/li>\n<\/ol>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Possiamo dire che in questo caso ci troviamo veramente davanti a tre fasi? Esaminiamo ancora una volta attentamente cosa succede.<\/p>\n<p>Per prima cosa semplicemente ci si immerge nello scorrere dei fatti (I). Si conosce gente, senza nemmeno pensarci troppo, si gode della compagnia delle persone con le quali ci si trova casualmente. In questa fase porsi delle domande o cercare di catalogare estranierebbe dalla situazione. \u2013 Poi, tutto quanto diventa solo un riecheggiare in comune (II); si \u00e8 ulteriormente occupati con ci\u00f2 che si \u00e8 vissuto; nel fluire della conversazione i particolari si collegano da soli, senza che ci si pensi. I \u201cmomenti\u201d della festa si delineano davanti agli occhi come un tutto unico, non rimangono un susseguirsi esteriore. Lo sgomento precedente si trasforma in profonda impressione, la gioia diventa interesse, il caos una successione ordinata di scene.<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 tardi si procede a suddividere di nuovo tutto il vissuto e se ne discutono i nessi (III). Si esamina come una cosa stia in rapporto proprio a quest\u2019altra, chi in un dato momento ha segretamente voluto o sofferto qualcosa, ecc. (a). Si cercano punti di vista, conoscenze (b). Infine si valuta, ci si interroga su cosa ne seguir\u00e0; e non da ultimo come personalmente si possa ricavarne qualcosa (c).<\/p>\n<p>Qui possiamo vedere al lavoro i tre elementi del metodo, ancora prima di iniziare a parlare di lezioni scolastiche.<\/p>\n<h1>Esempio<\/h1>\n<p><strong>1. Fare qualcosa personalmente (intraprendere, partecipare, fare esperienza) \u2013 la Fase<\/strong> <strong>I<\/strong><\/p>\n<p>Stiamo facendo lezione di fisica, forse in ottava classe e stiamo facendo esperimenti.<\/p>\n<ol>\n<li>I ragazzi di ottava escono a frotte dall\u2019edificio scolastico. Si radunano attorno ad un tubo flessibile che giace in terra, la cui estremit\u00e0 per\u00f2 viene subito tirata su da una finestra a 12 m di altezza. Il tubo, meglio di un diametro di 3 cm in plastica trasparente, \u00e8 tappato ad entrambe le estremit\u00e0 e riempito di acqua bollita, colorata, senza aria al suo interno. Ogni due metri porta un segno.<\/li>\n<\/ol>\n<p><em>Figura 1: Un tubo flessibile con una tacca ogni 2 m pende da una parete dell\u2019edificio, sulla seconda tacca a partire dal basso reca una bandierina con su scritto \u201c2 m\u201d; il secchio \u00e8 pieno di acqua fino all\u2019orlo.<\/em><\/p>\n<ol>\n<li>L\u2019estremit\u00e0 inferiore del tubo viene immersa nel secchio pieno fino all\u2019orlo, appositamente predisposto. Facendo traboccare l\u2019acqua, l\u2019insegnante afferra il tubo e, al grido di \u201c1 , 2, 3\u201d, toglie il tappo sott\u2019acqua. In quell\u2019attimo preciso l\u2019acqua del tubo cade per alcuni metri nel secchio, ma, con grande meraviglia degli allievi, la maggior parte rimane \u201cappesa\u201d. Il livello dell\u2019acqua oscilla intorno alla tacca dei 10 m. Mentre sopra, fino a circa 8 m, il tubo appare \u201cschiacciato\u201d:<\/li>\n<\/ol>\n<p><em>(Figura 2: Sezione del tubo schiacciato all\u2019altezza di 9 m, dopo che il livello dell\u2019acqua \u00e8 sceso a 10 m). <\/em><\/p>\n<p>Un aiutante, che sta alla finestra, indica il livello dell\u2019acqua nel tubo. Gli alunni contano le tacche dei metri a partire dalla superficie dell\u2019acqua nel secchio colmo. Il loro numero rimane invariato anche quando la parte superiore del tubo viene spinta in basso o il secchio viene spinto all\u2019ins\u00f9\u2026.<\/p>\n<ol>\n<li>Se invece si arieggia brevemente la parte inferiore, in modo che ne fluisca circa 1 m d\u2019acqua, ecco che l\u2019aria che ne prende il posto sale sotto forma di bolle, le quali, salendo, si dilatano in larghezza, con la conseguenza che il livello dell\u2019acqua si trova di alcuni molti metri pi\u00f9 in basso.<\/li>\n<li>Togliendo il tappo superiore, il resto della colonna d\u2019acqua piomba nel secchio, che trabocca nuovamente. Il tubo svuotato e buttato gi\u00f9 appare ora nuovamente rigonfio, cio\u00e8 non pi\u00f9 schiacciato come nella figura 2.<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>2. Ricordare tutti assieme \u2013 la Fase<\/strong> <strong>II<\/strong><\/p>\n<p>Una volta tornati tutti quanti in classe, l\u2019insegnante caratterizza l\u2019esperienza, rispondendo anche a qualche domanda, tuttavia senza dare spiegazioni. E lo fa in un tono personalizzato, con espressioni colorate \u201ccosa abbiamo combinato qui\u2026\u201d. Cos\u00ec, ad esempio, l\u2019insegnante, ricordando il tubo a terra evoca un senso di tranquillit\u00e0, perch\u00e9 l\u2019acqua era rinchiusa. Riferendosi poi al tubo appeso, suscita l\u2019impressione che la situazione fosse in qualche modo in tensione, come se l\u2019acqua dovesse uscire e bagnare qualcuno. E poi che per l\u2019acqua nel secchio ci fosse come uno sbarramento\u2026 di acqua. Che cosa strana! Perch\u00e9 la discesa si arresta? (Cosa non sa il nostro maestro!). Si fa capire che c\u2019\u00e8 un mistero. E infine, con una mossa, ecco che il mistero dell\u2019acqua appesa e del tubo deformato non c\u2019\u00e8 pi\u00f9!<\/p>\n<p>Questo ripercorrere gli eventi da parte dell\u2019insegnante dovr\u00e0 essere carico di simpatia: per le cose, per l\u2019evento e per tutti quelli che vi hanno partecipato. Nessuna domanda precisa, nessuna richiesta di spiegazioni. Bisogna abbandonarsi al fluire del discorso: come dopo una gita in montagna, nel rifugio, mentre si mangia. Ecco che si sviluppa un sentimento di comunit\u00e0 che suscita allegria e soddisfazione. Magari qualcuno fissa per iscritto alcune parole chiave, in modo che tutti interiorizzino quello che \u00e8 successo. Magari alla lavagna si accenna un disegno simile a quello della figura 1.<\/p>\n<p>Cos\u00ec in un primo tempo, nascono rappresentazioni collettive ancora non ben delineate, ma che si possono ora ricordare con chiarezza nella loro successione. Non si stimola per\u00f2 ancora la comprensione, n\u00e9 si introducono nuovi concetti. Si eviteranno o si metteranno da parte i giudizi oggettivi, come, ad esempio, le cause e gli effetti.<\/p>\n<p><strong>3. Discutere il fatto, riflettere \u2013 la Fase<\/strong> <strong>III<\/strong><\/p>\n<p>Il mattino seguente i ragazzi portano a scuola il disegno completato, assieme al loro personale resoconto dell\u2019esperimento \u2013 che non dovr\u00e0 in nessun caso seguire lo standard di una relazione. Per i dettagli sulla stesura si veda pi\u00f9 avanti. Le rappresentazioni dello svolgimento dell\u2019esperimento suscitate il giorno precedente si sono \u201csedimentate\u201d (cfr. paragrafo 2). I momenti salienti vengono fatti riemergere da una breve ripetizione. A questo punto inizia l\u2019elaborazione pensante dell\u2019evento. Si pongono ora domande sui nessi, si portano chiarimenti e osservazioni pi\u00f9 ampie; per esempio:<\/p>\n<ul>\n<li>Forse che l\u2019acqua del secchio poteva in qualche modo rallentare lo svuotamento?<\/li>\n<li>Forse il tappo superiore poteva trattenere la colonna d\u2019acqua dall\u2019alto \u2013 senza fili tra la superficie del tappo e la superficie dell\u2019acqua? In caso negativo:<\/li>\n<li>Forse che l\u2019acqua del secchio poteva reggere d sotto la colonna d\u2019acqua? La dimensione del secchio \u00e8 importante?<\/li>\n<li>In che modo viene schiacciato il tubo? E perch\u00e9 non nella parte bassa?<\/li>\n<li>Cosa c\u2019\u00e8 nel tubo al di sopra del livello dell\u2019acqua?<\/li>\n<li>Quanto grande si \u00e8 mostrata la forza portante della pressione dell\u2019aria, espressa in metri di colonna d\u2019acqua? Quanti metri sarebbero stati se si fosse trattato di liquidi diversi (acqua salata, olio\u2026)? La colonna d\u2019acqua \u00e8 la stessa in ogni punto della terra?<\/li>\n<li>La temperatura dell\u2019aria ha una qualche influenza? (certamente la pressione del vapore, che \u00e8 di 23 millibar a 20\u00b0C, corrisponde quindi esattamente a 23 cm di colonna d\u2019acqua. Questa precisione, per\u00f2, non \u00e8 da ottava classe).<\/li>\n<\/ul>\n<p>L\u2019importante \u00e8 che in classe emergano opinioni, meglio se appassionate e contrarie tre loro. Quanto pi\u00f9 sono originali e fantasiose, tanto pi\u00f9 saranno stimolanti. Infatti solo cos\u00ec potr\u00e0 emergere efficacemente che n\u00e9 l\u2019acqua del secchio, n\u00e9 il tappo superiore esercitano alcuna forza che tiene il livello dell\u2019acqua; o che addirittura lo trattiene quando va verso il basso; che invece qui \u00e8 attivo qualcosa di invisibile, ossia \u201cl\u2019infinito mare d\u2019aria\u201d. \u00c8 inoltre importante che non predominino le solite spiegazioni aeromeccaniche della pressione dell\u2019aria esterna sulla superficie dell\u2019acqua del secchio, ma che queste siano integrate da elementi qualitativi \u201cindefiniti\u201d (\u201cinfinito, mare d\u2019aria, horror vacui\u2026.\u201d). Questi, infatti, pi\u00f9 che attirare lo sguardo sulla meccanica delle cose, sollecitano l\u2019immedesimazione, l\u2019entrare nelle cose; ci\u00f2 \u00e8 gi\u00e0 di stimolo a una volont\u00e0 di conoscenza e di imparare che nasce dall\u2019interno e resta nel tempo. Piuttosto, oltre agli approfondimenti di tipo specialistico e a quelli puramente qualitativi, possono anche inserirsene alcuni di tipo pratico, quali la variazione della pressione atmosferica e gli influssi del tempo atmosferico, l\u2019altitudine nei viaggi aerei, ecc..<\/p>\n<p><\/p>\n<p><strong>Discussione metodologica<\/strong><\/p>\n<h2>A. Utilizzo della notte<\/h2>\n<p>I vantaggi, in parte tratteggiati nell\u2019esempio precedente, di una lezione suddivisa in due giorni si hanno solo quando si affrontano determinati argomenti in lezioni di materia articolate per epoche, cio\u00e8 laddove si possono sfruttare i processi di maturazione che avvengono durante la notte. Come \u00e8 possibile attivarli? Qualcosa \u00e8 stato gi\u00e0 illustrato sopra, e precisamente lavorando a lungo termine in modo non-informativo, ma mirato e sistematico, sull\u2019argomento, con l\u2019obiettivo di \u201cdare una spinta di vita, non un trasporto di rappresentazioni\u201d. Un tale impegno mostrer\u00e0 i suoi frutti sia nella partecipazione, sia, pi\u00f9 tardi, nel successo scolastico (una esperienza pratica ampliata). Che nel corso della notte, se giustamente impostati, avvengano processi di maturazione, \u00e8 un fatto riconosciuto universalmente e oggi anche oggetto di ricerca scientifica. Il modello che abbiamo appena esemplificato dei tre passi in due giorni- che potremmo chiamare \u201cModello di apprendimento ad epoche in tre fasi in due giorni\u201d- rappresenta un metodo facile da applicare, collaudato e geniale, indipendentemente da chi lo ha inventato.<\/p>\n<p>Il nucleo \u00e8 rappresentato dalla questione: come \u00e8 possibile che l\u2019allievo non solo ricavi un vantaggio dal punto di vista dei concetti e del comportamento, ma che, grazie ad ogni oggetto di apprendimento, egli compia anche un passo avanti con tutto il suo essere nel suo sviluppo individuale? Per questo l\u2019oggetto dell\u2019apprendimento deve essere qualcosa di pi\u00f9 della somma di concetti trasmissibili e nozioni predefinite, deve essere qualcosa di pi\u00f9 vicino alla vita, che ti porti verso la realt\u00e0, quindi anche di oscuro. In un primo tempo esso deve essere portato tramite concetti aperti, vicini alla vita e capaci di evocare sentimenti che circondino di calore chi li accoglie e diventino germi, che non lo lascino invece irrigidito nell\u2019anima con qualcosa di gi\u00e0 definito, concluso. Allo stesso tempo, i concetti \u201caperti\u201d devono dare la possibilit\u00e0 di costruire in seguito su di essi in modo specialistico e condurre anche ad un lavoro scientifico. Come si arriva a questo risultato?<\/p>\n<p><strong>B. Il modo di procedere dell\u2019insegnante e l\u2019attivit\u00e0 animica dell\u2019allievo<\/strong><\/p>\n<p>1. Riguardo alla fase I sopra illustrata.<\/p>\n<p>Il nostro esperimento non si limitava a trasmettere mere informazioni. Il suo scopo non era solo trasmettere materiale d\u2019insegnamento bens\u00ec, inscenata dal maestro, di far parlare l\u2019oscura realt\u00e0 del mondo (questo concetto di realt\u00e0, in un primo tempo, deve restare aperto). In ogni caso il ragazzo deve in un primo tempo fissare dentro di s\u00e9 le proprie sensazioni e trasformarle in rappresentazioni (\u201cadesso prende questo, adesso fa quello\u2026.\u201d) senza tuttavia afferrarle ancora in modo specialistico. A questo scopo in un primo tempo egli utilizza tutti i suoi ricordi e osservazioni soggettivi per poterli identificare in qualche modo come cose. Tutto ci\u00f2 stanca, infatti le impressioni colpiscono l\u2019allievo in modo informe e grezzo. Sia insegnante che allievo si mettono in gioco volentieri, entrambi coinvolti in quello che sta succedendo.<\/p>\n<p>Rappresentando con enfasi l\u2019esperimento, il maestro agisce sugli scolari sia in modo esteriore \u2013 concreto che animico (in altre materie potrebbe servirsi di immagini, racconti, musica, visite\u2026.). Egli crea provvisoriamente una configurazione. L\u2019allievo ci si inserisce a sua volta. Per questo, guardando all\u2019attivit\u00e0 interiore dei ragazzi, si potrebbe definire questa prima fase come quella della volont\u00e0. Infatti, essi sono stati aiutati a percepire dai loro organi di senso corporei. Si sono adattati alla realt\u00e0 circostante in modo interattivo \u2013 cosa che costruisce le basi della volont\u00e0 attiva.<\/p>\n<p>2. Riguardo alla fase II<\/p>\n<p>A titolo informativo viene ripetuta la fase I. Ma dal punto di vista della realt\u00e0, non viene ripetuto nulla, tutto \u00e8 diverso. Infatti si sviluppano forze animiche totalmente diverse. Cos\u00ec si muove l\u2019uomo nella sua attivit\u00e0 interiore: prima volere, adesso sentire. Le rappresentazioni dei ricordi, che nella prima fase sono state interiorizzate solo grazie alle forze individuali, ora nel processo di gruppo vengono messe in movimento, armonizzate, \u201cconsolidate\u201d. Il sentire di ognuno viene condiviso ed un lieto senso di comunit\u00e0 fa superare la precedente situazione di isolamento del singolo, in cui egli era in balia degli eventi, loro prigioniero. Cos\u00ec quelli che, al primo impatto, apparivano come fatti slegati vengono ora inseriti in qualcosa di pi\u00f9 grande. Le rappresentazioni della prima fase, ricavate qua e l\u00e0 dall\u2019esterno, nella seconda fase riceveranno una vita animica tale da poter diventare terreno fertile per il nuovo di carattere spirituale che vi crescer\u00e0 nella terza fase; anche se esteriormente in un primo tempo tutto ci\u00f2 potr\u00e0 sembrare soltanto un chiacchiericcio sull\u2019esperimento. In ogni modo prende ora il via una ricerca di nessi, si presagiscono collegamenti. L\u2019allievo ha addirittura l\u2019impressione di avere prodotto qualcosa. A questo punto, per la prima volta, la lezione pu\u00f2 interrompersi.&nbsp;<\/p>\n<p>3. Riguardo alla fase III<\/p>\n<p>Il continuo fluire (avviato nella fase II) del vortice di osservazioni della fase I, ha fornito nello stesso tempo la necessaria piattaforma di ricordi perch\u00e9 la riflessione possa portare all\u2019ancoraggio che ora ha inizio, permettendo di concepire delle idee. A questo fine redigere una relazione per iscritto, peraltro sempre nello stile della fase II, rappresenta un aiuto, come anche la naturale azione calmante e di maturazione che la notte ha portato. Il mattino seguente per\u00f2, le rappresentazioni che sono state evocate pretendono ora di essere valutate, ampliate ed ordinate per mezzo dello spirito, ossia di un comune lavoro di pensiero della classe. Solo dopo che ci\u00f2 \u00e8 avvenuto, arriva il momento della necessaria sintesi da parte dell\u2019insegnante. Ad esempio: perch\u00e9 questo argomento \u00e8 importante? Cosa possiamo aggiungerci? A questo punto possiamo introdurre la storia della scoperta, gli apparecchi e gli strumenti di misurazione, le applicazioni tecniche, i problemi ambientali. Durante la spiegazione finale del maestro predomina ancora naturalmente la comunanza (simpatia). Mentre prima, nel momento delle domande e della ricerca prevalevano rigore e distanza, cio\u00e8 l\u2019antipatia.<\/p>\n<p><strong>C. Ampliamenti <\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 solo nella terza fase \u2013 la prima parte dell\u2019ora doppia del secondo giorno \u2013 che dai cambiamenti individuali nell\u2019assistere, nello sperimentare e nel fare, nasce la conoscenza comune. Il convenzionale \u201cobiettivo della lezione\u201d emerge solo il secondo giorno; ma in compenso ora si pu\u00f2 raggiungere maggiormente ed andare pi\u00f9 a fondo che il primo giorno, se tutto va come deve andare. Gli obiettivi conoscitivi diventano obiettivi educativi e si espandono sia nella sfera del mondo esterno che nelle forze della personalit\u00e0.<\/p>\n<h2>D. Sintesi<\/h2>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<p>Fase I<\/p>\n<p><\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p>Attenzione percipiente,<\/p>\n<p>attiva in tutti gli organi di senso \u2013<\/p>\n<p>si subisce il mondo con la corporeit\u00e0<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p>Assalto dei particolari esterni \u2013<\/p>\n<p>Si sollecita la VOLONTA\u2019<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<p>Fase II<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p>Si sentono le caratteristiche delle rappresentazioni \u2013<\/p>\n<p>prendere e dare<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p>Gioco dei moti dell\u2019animo e dei giudizi, SENTIMENTO E ANIMO fluttuano<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<p>Fase III<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p>Fare a pezzi in modo accanito,<\/p>\n<p>rimettere insieme e ampliare \u2013 movimento di pensiero<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p>Avvicinarsi spiritualmente alle forze del mondo,<\/p>\n<p>il PENSIERO diviene creatore<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>La fase II lavora sulla memoria a breve termine, il \u201cmulino delle idee\u201d della fase III invece sulla memoria a lungo termine. Se si lascia che quest\u2019ultima contempli l\u2019essenziale dell\u2019uomo e del mondo, la conoscenza diventer\u00e0 formazione. Allora un simile percorso a tre fasi porta lo studente ad impegnarsi personalmente nel suo mondo, diventa un esercizio di futura libert\u00e0. E questo significa non lasciarsi coinvolgere da cose allettanti, ma invece riempire dall\u2019azione che viene dalla conoscenza. Una meta molto alta, ma cos\u00ec lontano pu\u00f2 arrivare l\u2019azione di una lezione.<\/p>\n<p>L\u2019operare in tre fasi abbraccia l\u2019intero uomo in divenire: corpo, anima e spirito. E nell\u2019anima: pensiero, sentimento, e volont\u00e0 (R. Steiner ).; ma sempre tutto allo stesso tempo, solo messo insieme in modo diverso. Precisamente cos\u00ec si dovrebbe agire. \u2013 Non ci si dovrebbe concentrare solo sui concetti e sulla logica. Abbiamo detto sopra (paragrafo A di questo capitolo): dal trasferimento di rappresentazioni al passo di vita, cio\u00e8 dall\u2019insegnamento astratto al divenire umano; trasformazione invece di informazione. Non inizia cos\u00ec la pedagogia?<\/p>\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Manfred von Mackensen scarica la versione pdf FARE, SENTIRE, PENSARE Prologo Vogliamo delineare determinate fasi del fare lezione, partendo&hellip;<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":1068,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[20],"tags":[27,101,62,281],"class_list":["post-1066","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-pedagogia","tag-manfred-von-mackensen","tag-sistema-ad-epoche","tag-tripartizione-della-epoca","tag-tripartizione-della-lezione"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1066","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1066"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1066\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1104,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1066\/revisions\/1104"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1068"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1066"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1066"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1066"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}