{"id":1125,"date":"2019-08-07T15:13:29","date_gmt":"2019-08-07T13:13:29","guid":{"rendered":"https:\/\/mirkokulig.com\/?p=1125"},"modified":"2019-09-20T16:28:12","modified_gmt":"2019-09-20T14:28:12","slug":"lesperienza-e-le-considerazioni-di-rudolf-steiner-sulle-superiori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/lesperienza-e-le-considerazioni-di-rudolf-steiner-sulle-superiori\/","title":{"rendered":"L&#8217;esperienza e le considerazioni di Rudolf Steiner sulle superiori"},"content":{"rendered":"\n<p> di Mirko Kulig<\/p>\n\n\n\n<p>In questo articolo vogliamo dare una panoramica dei problemi che dovette affrontare Rudolf Steiner durante l&#8217;apertura della prima scuola Steiner nel 1919 e delle soluzioni che svilupp\u00f2 allora per affrontarli. Questa presentazione non vuole essere una ricetta da applicare oggi, essendo cambiate le contingenze sociali, culturali e burocratiche, ma piuttosto un&#8217;indicazione del tipo di pensieri che possono fornire spunti per affrontare in modo adatto ai tempi problemi simili che incontriamo oggi.<\/p>\n\n\n\n<p>Come si desume da\nquesti estratti di conferenze, Steiner tent\u00f2 subito di creare dei\n&#8220;ponti&#8221; con la scuola statale gi\u00e0 a partire dalle elementari<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a>:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Abbiamo il principio\ndi non togliere ai bambini la possibilit\u00e0 di inserirsi nella vita come essa \u00e8\noggi. Da ci\u00f2 io stesso ho stabilito la regola che viene seguita specialmente\nnei punti pi\u00f9 importanti nel miglior modo possibile: Ci\u00f2 che dobbiamo fare dal\npunto di vista pedagogico e didattico deve essere portato in modo tale che il\nbambino possa inserirsi nella vita evitando che gli si presentino difficolt\u00e0\nesteriori. Da ci\u00f2 ho elaborato una forma di insegnamento che tiene conto di\nqueste due cose. Noi insegniamo senza tenere conto di quali obbiettivi di\ninsegnamento vengano stabiliti per le singole classi nelle altre scuole fino al\nnono anno di et\u00e0, fino alla fine della 3<sup>a<\/sup> classe. Bisogna ovviamente\navere un certo ambito di azione per poter soddisfare quanto segue dal\nriconoscimento dei veri bisogni del bambino e da cui deve derivare una vera\npedagogia. Poi, dopo questo ambito di azione, bisogna fare il conto con tutto\nci\u00f2 che viene richiesto dalle leggi. Quindi nel nono anno di vita vogliamo\navere il bambino in condizione di andare in qualsiasi altra scuola. Poi ci\nlasciamo nuovamente spazio fino al dodicesimo anno di vita, cosi da poter fare\nvalida pedagogia durante questo periodo. Nel dodicesimo anno quindi ogni\nbambino pu\u00f2 nuovamente andare in ogni altra scuola. E cos\u00ec deve essere anche\ndopo il quindicesimo anno di et\u00e0 e poi in seguito per la maturit\u00e0.<\/em> (R. Steiner, O.O. 298)<a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>E ancora:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Non avremmo avuto la\npossibilit\u00e0 di fondare la nostra scuola Waldorf se non avessimo fatto alcuni\ncompromessi. All&#8217;inizio della scuola Waldorf avevo quindi elaborato un\nMemorandum per il ministero in cui dicevo: ci impegniamo a portare i ragazzi al\nnono anno in modo che possano andare in qualsiasi altra scuola; poi di nuovo\ncol 12o anno e ancora al 14o anno. Ma negli anni in mezzo vogliamo avere\ncompleta libert\u00e0 nella metodica.<\/em> (R. Steiner, O.O. 304)<a href=\"#_ftn3\">[3]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>In relazione al tema delle superiori ed\nall&#8217;apertura della prima IX classe nel 1920, Steiner disse<a href=\"#_ftn4\">[4]<\/a>:<\/p>\n\n\n\n<p><em>La fondazione di una\nIX classe ha veramente senso solo se prendiamo in considerazione la fondazione\ndi una scuola superiore completamente libera.<a href=\"#_ftn5\"><strong>[5]<\/strong><\/a><\/em> (R. Steiner)<\/p>\n\n\n\n<p>Riguardo agli esami di maturit\u00e0, al convegno di\nPasqua a Dornach nel 1923, disse:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Per un insegnamento ed un&#8217;educazione conformi alla natura pu\u00f2\nnaturalmente sempre esserci solo la domanda: riesce l&#8217;uomo ad acquisire quel\ncollegamento sociale nella vita come viene richiesto dalla natura stessa\ndell&#8217;uomo? Perch\u00e9 in fin dei conti sono anche questi uomini, coloro che\nvogliono fare l&#8217;esame di maturit\u00e0, anche se le richieste sono in uno stile,\ncome appaiono oggi, che \u00e8 un errore. Ma vi \u00e8 quindi la necessit\u00e0 di fare quello\nche non \u00e8 giusto, se si vuole introdurre la pedagogia Waldorf nel senso delle\nrichieste sociali odierne. Ne consegue che qualcuno che ispeziona oggi le\nclassi superiori si dovr\u00e0 dire: Si, non \u00e8 tutto come sarebbe giusto farlo\nsecondo la pedagogia ideale delle scuole Waldorf! Ma vi posso dare la garanzia:\nse facessimo tutto secondo ci\u00f2 che si legge nella natura umana, e cio\u00e8 se si\ncercasse il passaggio nei diversi rami della vita pratica, allora tutti\nboccerebbero gli esami odierni di maturit\u00e0.<a href=\"#_ftn6\"><strong>[6]<\/strong><\/a><\/em> (R. Steiner)<\/p>\n\n\n\n<p>Riguardo al 13\u00b0 anno,\nin febbraio 1924 Steiner si espresse come segue:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Persone utili alla vita lo diventano senza maturit\u00e0, perch\u00e9 quello che a\nloro serve per la vita lo trovano qui, e quelli che vogliono andare ad istituti\nsuperiori, possono tranquillamente utilizzare a tal fine un altro anno, appunto\nper istupidirsi un po&#8217;. Penso che possiamo osservare questo 13\u00b0 anno come un\nanno di studio. Ma dobbiamo occuparci noi di fare in modo che lo riescano ad\nassolvere, perch\u00e9 non possiamo dare gli allievi ad un altro istituto. Dobbiamo\nda parte nostra separarlo un po&#8217; dalla scuola Waldorf. Possiamo ingaggiare un\ninsegnante per questo. Il collegio dei docenti dovrebbe essere rinforzato per\nquesta 13<sup>a<\/sup> classe. Se si\nassumono persone, ed il collegio dei docenti sorveglierebbe la cosa, il\nprogetto si potrebbe fare.<a href=\"#_ftn7\"><strong>[7]<\/strong><\/a><\/em> (R. Steiner)<em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>E in settembre 1924\nal collegio della scuola di Stoccarda:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Quest&#8217;anno &#8211; 1924\/25 &#8211; non puntiamo su di un esame, e continuiamo con la\npedagogia Waldorf. Non puntiamo su di un esame. E ci impegneremo l&#8217;anno\nprossimo per organizzare la preparazione. Avete sentito le discussioni oggi. Da\nqueste si desume quanto fortemente questi giovani uomini siano legati alla\nscuola Waldorf. L&#8217;attuale XII classe lo sentirebbero molto poco affine alla sua\nanima, se dovesse gi\u00e0 dare gli esami quest&#8217;anno. Dovremo pressarli in maniera\nnauseante. Gli allievi hanno per\u00f2 amore per i docenti e la scuola. Non la\nchiameremo allora 13<sup>a<\/sup>\nclasse ma &#8216;classe di preparazione per la maturit\u00e0&#8217;.<a href=\"#_ftn8\"><strong>[8]<\/strong><\/a>\n<\/em>(R. Steiner)<em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>E, sempre nel 1924: <em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Quando i nostri\nallievi dovettero terminare l&#8217;ultima classe, avevano bisogno di quanto segue.\nAffinch\u00e9 i giovani uomini trovassero il collegamento con la cultura morta \u2013 noi\navevamo potuto dargli solo cultura vivente, ora dovevano trovare il\ncollegamento con la cultura morta, e questo significa che dovevano dare gli\nesami di maturit\u00e0. Abbiamo dovuto quindi strutturare l&#8217;ultima classe in modo\nche i nostri allievi e le nostre allieve potessero dare gli esami di maturit\u00e0.\nQuesto ha ostacolato completamente il nostro piano di studi, ed il collegio\nl&#8217;ha vissuto come qualcosa di molto difficile, il stare nell&#8217;ultima classe e\ndover orientare tutto il nostro piano di studi verso gli esami di maturit\u00e0.\nL&#8217;abbiamo fatto. Quando visitavo la classe \u2013 da una parte non mi era facile,\nperch\u00e9 gli allievi sbadigliavano perch\u00e9 dovevano imparare quello che pi\u00f9 tardi dovevano\nportare all&#8217;esame; dall&#8217;altra parte si voleva comunque includere qua e l\u00e0\nqualcosa che non dovevano conoscere, ma che volevano sapere. Dovevamo sempre\ndire loro: Questo per\u00f2 non dovete dirlo all&#8217;esame. Questa \u00e8 gi\u00e0 una difficolt\u00e0.\nPoi \u00e8 arrivato l&#8217;esame. \u00c8 stato sopportabile. Ma nel collegio dei docenti e\nnelle riunioni noi avevamo \u2013 scusate se uso una parola triviale &#8211; il malessere\nda sbornia. Ci dicevamo: abbiamo fatto la scuola Waldorf; adesso che dovremmo\nincoronarla con l&#8217;ultimo anno scolastico, non possiamo attuare le nostre idee\ndi come dovrebbe essere la scuola. Quindi, malgrado tutto ci\u00f2, abbiamo preso la\ndecisione di seguire dettagliatamente il programma fino all&#8217;ultimo anno, la\nfine della 12a classe, e di fare la proposta ai genitori ed agli allievi di\naggiungere poi ancora un anno in modo che gli allievi potessero dare gli esami.\nProprio gli allievi e le allieve si sottopongono a ci\u00f2 col pi\u00f9 grande fervore,\ned ora vogliono arrivare a tutto ci\u00f2 che si intende e si vuole fare nella\nscuola Waldorf. Non abbiamo effettivamente incontrato obiezioni. L&#8217;unica cosa\nper cui siamo stati pregati \u00e8 che ora i docenti di scuola Waldorf ricevano\nquesta formazione per gli esami.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Si vede come sia\ndifficile inserire effettivamente nella cosiddetta realt\u00e0 di oggi quanto\ndovrebbe derivare dalla semplice conoscenza dell&#8217;uomo. Se non si \u00e8 un sognatore\nche non ci si rende conto che bisogna contare con la realt\u00e0, allora le cose\nsono particolarmente difficili. E cos\u00ec abbiamo da un lato l&#8217;arte pedagogica,\nche vorrei dire dovrebbe essere qualcosa che viene naturalmente amato,\nall&#8217;interno del movimento antroposofico; ma il movimento antroposofico si trova\nanche con ingenti difficolt\u00e0 nel generale ordinamento sociale odierno, se vuole\nrealizzare ci\u00f2, proprio nell&#8217;amato ambito della pedagogia, di cui comprende\nl&#8217;interiore necessit\u00e0. Anche questo deve essere osservato attentamente. <\/em>(R. Steiner, O.O. 310)<a href=\"#_ftn9\">[9]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>E per concludere\nquesta panoramica, ancora alcune citazioni dal libro di Stockmeyer sulla\nnecessit\u00e0 di dividere la classe in alcune materia qualora c&#8217;era l&#8217;interesse di\nfare gli esami di maturit\u00e0:<\/p>\n\n\n\n<p><em>In queste discussioni (28 ottobre 1922, n.d.a.) appariva come da un lato\nRudolf Steiner insistesse nel cercare una forma di suddivisione delle lezioni\ndi lingue in base a livelli di conoscenza &#8211; quindi possibilmente in maniera\nindipendente dalle classi -, dall&#8217;altro che per le classi superiori a partire\ndalla VII classe ci fosse una sorta di ramificazione parziale delle lezioni per\nquegli allievi che aspiravano ad una maturit\u00e0 ginnasiale da una parte, e per\nquelli che per la loro formazione professionale non necessitavano delle lingue\nantiche dall&#8217;altra.<\/em> (E.A. Karl Stockmeyer)<a href=\"#_ftn10\">[10]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Poche righe sotto,\nStockmeyer cita di nuovo Steiner:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Dobbiamo lavorare in direzione del fatto di portare i ragazzi a fare la\nmaturit\u00e0. E questo non pu\u00f2 essere ottenuto in altro modo se non lasciandoli\ndecidere se vogliono fare greco e latino, che viene fatto insieme ai genitori,\no se vogliono fare francese ed inglese. &#8211; Visto che cominciamo francese ed inglese\ncon la prima classe, non c&#8217;\u00e8 dubbio che possiamo fare qualche ripetizione &#8211;\ndelle lingue nuove &#8211; con gli allievi pi\u00f9 vecchi che fanno greco e latino, se lo\ndesiderano. Ma dobbiamo fare questa divisione.<a href=\"#_ftn11\"><strong>[11]<\/strong><\/a>\n<\/em>(R. Steiner, ottobre 1922)<\/p>\n\n\n\n<p>Circa due settimane dopo,\nin novembre 1922 venne stabilita la biforcazione delle superiori nel seguente\nmodo:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Coloro che desiderano fare la maturit\u00e0 umanistica, devono rinunciare\nall&#8217;inglese. Se non vogliono rinunciare all&#8217;inglese, allora devono rinunciare\nall&#8217;umanistico.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>[&#8230;]<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Facciamo allora cos\u00ec: fino alla fine dell&#8217;VIII classe facciamo greco.\nNelle classi V, VI, VII e&nbsp; VIII facciamo\nlatino e greco insieme quali materie obbligatorie per il piano di insegnamento\nWaldorf, ma diamo la possibilit\u00e0 ad alcuni allievi di non fare queste materie\nperch\u00e9 i genitori non gli danno importanza&#8230; Dalla IX classe subentra la\nramificazione, o greco o inglese.<a href=\"#_ftn12\"><strong>[12]<\/strong><\/a><\/em>(R.\nSteiner)<\/p>\n\n\n\n<p>Dagli estratti citati\nfin qui, possiamo quindi desumere (senza prenderli quali ricette) i seguenti\nelementi:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Steiner dava molta importanza al fatto di permettere\nagli allievi di avere passaggi ad altri istituti, cercando al contempo di\nmantenere il pi\u00f9 intatto possibile il piano di insegnamento steineriano.<\/li><li>Onde raggiungere questo scopo, aveva valutato e poi\nrealizzato un 13\u00b0 anno di scuola in cui gli allievi venivano specificatamente\npreparati per la maturit\u00e0. Questa opzione si era mostrata pi\u00f9 salutare per gli\nallievi che non iniziare gi\u00e0 in XII classe a preparare gli allievi per la\nmaturit\u00e0.<\/li><li>Onde preparare gli allievi alle materie specifiche\ndegli esami di maturit\u00e0, Steiner aveva cominciato a separare gli allievi\ninteressati al titolo in alcune lezioni gi\u00e0 a partire dalla IX classe.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; \nLe traduzioni in italiano del\npresente capitolo sono state fatte per questa sede da M. Kulig e possono non\nrispecchiare, laddove disponibili, le traduzioni ufficiali.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; \nWir haben ja\ndurchaus das Prinzip, den Kindern nicht etwa die M\u00f6glichkeit zu nehmen, sich in\ndas Leben, wie es heute einmal ist, hineinzustellen. Daher ist von mir selbst\nder Grundsatz aufgestellt worden, und der wird ja durchgef\u00fchrt, insbesondere in\nden wichtigsten Punkten so gut es nur eben geht: Dasjenige was wir tun m\u00fcssen\nvon p\u00e4dagogischen und didaktischen Gesichtpunkten aus, das mu\u00df damit vereinigt\nwerden, da\u00df das Kind auch so ins Leben hineingef\u00fchrt wird, da\u00df ihm \u00e4u\u00dferlich\nkeine Schwierigkeiten erwachsen. Daher ist von mir ausgearbeitet worden eine\nArt von Lehrverfassung, die diesen beiden Dingen Rechnung tr\u00e4gt. Wir\nunterrichten ohne R\u00fccksicht darauf, welche Lehrziele f\u00fcr die einzelnen Klassen\nin den anderen Schulen zun\u00e4chst f\u00fcr die Kinder bis zum neunten Lebensjahr, bis\nzum Absolvieren der dritten Klasse aufgestellt sind. Nicht wahr, man mu\u00df einen\ngewissen Spielraum haben, damit man in ihm das, was aus einer wirklichen\nErkenntnis der Bed\u00fcrfnisse des Kindes folgt, und was eine wirkliche P\u00e4dagogik\nfordern mu\u00df, erf\u00fcllen kann. Dann, nach diesem Spielraum, kann man dem Rechnung\ntragen, was nun heute einmal aus allerlei Untergr\u00fcnden und Gesetzen heraus\ngefordert wird. Also im neunten Lebensjahr wollen wir das Kind soweit haben,\nda\u00df es in jede andere Schule \u00fcbertreten kann. Dann wiederum lassen wir uns\nSpielraum bis zum zw\u00f6lften Jahr, damit wir f\u00fcr diese Zeit ordentlich P\u00e4dagogik\ntreiben k\u00f6nnen. Im zw\u00f6lften Jahr kann also wieder jedes Kind in eine andere\nSchule \u00fcbertreten. Und so soll es auch wiederum sein nach dem f\u00fcnfzehnten\nLebensjahr und auch weiterhin bis zum Abitur.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; \nWir h\u00e4tten ja gar\nnicht die M\u00f6glichkeit gehabt unsere Waldorfschule zu begr\u00fcnden, wenn wir nicht\nauf gewisse Kompromisse eingegangen w\u00e4ren. Ich habe daher gleich beim Beginn\nder Waldorfschule f\u00fcr das Ministerium ein Memorandum ausgearbeitet, worinnen\nich gesagt habe: Wir verpflichten uns, die Kinder mit dem neunten Jahre so weit\nzu haben, da\u00df sie in jede andere Schule \u00fcbertreten k\u00f6nnen; dann wiederum mit\ndem zw\u00f6lften Jahr und wiederum mit dem vierzehnten Jahr.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; \nI seguenti\nriferimenti sono presi da &#8220;Angaben Rudolf Steiners f\u00fcr den\nWaldorfschulunterricht&#8221;, E.A. Karl Stockmeyer,<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref5\">[5]<\/a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; \nEinen wirklichen\nSinn hat die Begr\u00fcndung der 9. Klasse dann, wenn wir in Aussicht nehmen die\nBegr\u00fcndung einer vollst\u00e4ndig freien Hochschule.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref6\">[6]<\/a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; \nF\u00fcr einen\nnaturgem\u00e4ssen Unterricht und f\u00fcr eine naturgem\u00e4sse Erziehung kann nat\u00fcrlich\nimmer nur die Frage sein: erreicht der Mensch denjenigen sozialen Anschluss im\nLeben, der durch die Menschennatur selbst gefordert wird? Denn zuletzt sind das\nja auch Menschen, die das Abiturienten-Examen fordern, wenn auch das Fordern in\ndem Stile, wie es heute eintritt, eben ein Irrtum ist. Aber man ist eben dann\ngen\u00f6tigt, nicht das Richtige zu machen, wenn man im Sinne dieser heutigen\nsozialen Forderungen nun gerade die Waldorfschulp\u00e4dagogik einf\u00fchren will. Daher\nwird nat\u00fcrlich jemand, der die obersten Klassen inspiziert, sich sagen m\u00fcssen:\nJa, da ist ja gar nicht alles so, wie es von der idealen Waldorfschul-P\u00e4dagogik\ngefordert wird! &#8211; Aber ich kann Ihnen die Garantie daf\u00fcr geben: wenn das, was\nheute der Menschennatur abgelesen wird, namentlich wenn der \u00dcbergang in die\npraktischen Lebenszweige gesucht werden soll, durchgef\u00fchrt w\u00fcrde, dann w\u00fcrden\nbein heutigen Abiturienten-Examen alle durchfallen.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref7\">[7]<\/a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; \nF\u00fcr das Leben\nbrauchbare Leute werden sie ohne Matura, denn sie werden das, was sie f\u00fcr das\nLeben brauchen, ja hier finden, und die, die auf die Hochschule sollen, k\u00f6nnen\nruhig ein weiteres Jahr dazu verwenden, eben etwas zu verdummen. Ich glaube man\nkann schon dieses 13. Jahr als ein Pauk-Jahr betrachten. Aber wir m\u00fcssen schon\nselber daf\u00fcr sorgen, dass es absolviert werden kann, denn an eine andere\nAnstalt k\u00f6nnen wir die Sch\u00fcler nicht abgeben. &#8211; Wir m\u00fcssen es unsererseits\netwas trennen von der Waldorfschule. Wir k\u00f6nnen ja einen Pauker anstellen dazu.\nDas Lehrerkollegium m\u00fcsste doch wieder vermehrt werden wegen der 13. Klasse.\nWenn man dann Leute anstellen w\u00fcrde, und das Lehrerkollegium w\u00fcrde die Sache\n\u00fcberwachen, &#8211; einrichten w\u00fcrde es sich schon lassen.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref8\">[8]<\/a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; \nDieses Jahr &#8211;\n1924\/25 &#8211; rechnen wir nicht auf ein Examen und f\u00fchren die\nWaldorfschul-P\u00e4dagogik durch.Wir rechnen nicht auf ein Examen. Und wir werden\nuns bem\u00fchen, im n\u00e4chsten Jahr selber die Vorbereitung zu gestalten. Sie haben\nja heute die Unterredung geh\u00f6rt. Aus denen geht doch hervor, wir stark die\njungen Menschen an der Waldorfschule h\u00e4ngen. Die jetzige 12. Klasse w\u00fcrde es\nals recht wenig ihrer Seele gem\u00e4ss empfinden, wenn sie dieses Jahr schon das\nExamen machen sollten. Wir werden eine Presse auch ekelhaft m\u00fcssen machen. Die\nKinder haben aber doch die Liebe zu den Lehrern und zur Schule. Wir heissen sie\ndann nicht 13. Klasse, sondern, &#8216;Vorbereitung f\u00fcr das Abiturium&#8217;.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref9\">[9]<\/a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;  Als unsere Sch\u00fcler und Sch\u00fclerinnen zum ersten Mal die\nletzte Klasse zu absolvieren hatten, waren wir zu folgendem gen\u00f6tigt. Damit die\njungen Menschen nun den Anschlu\u00df finden an die tote Kultur &#8211; wir hatten ihnen\nnur lebendige Kultur geben k\u00f6nnen, nun mu\u00dften sie den Anschlu\u00df an die tote\nKultur finden, das hei\u00dft, sie mu\u00dften ein Abiturientenexamen ablegen so mu\u00dften\nwir die letzte Klasse so gestalten, da\u00df unsere Sch\u00fcler und Sch\u00fclerinnen das\nAbiturientenexamen ablegen konnten. Das hat aber unseren Lehrplan ganz\ndurchkreuzt, und wir empfanden es in der Lehrerschaft als etwas ungeheuer\nSchwieriges, in der letzten Klasse so zu stehen, da\u00df wir unseren ganzen\nLehrpian auf die Examensarbeit hin einrichten mu\u00dften. Wir haben es getan. Wenn\nich die Klasse besucht habe &#8211; es war mir wirklich gar nicht leicht, denn da\ng\u00e4hnten die Sch\u00fcler auf der einen Seite, weil sie lernen mu\u00dften, was sie im\nExamen sp\u00e4ter kennen mu\u00dften; auf der andern Seite wollte man dann manchmal\netwas einf\u00fcgen, was sie nicht zu kennen brauchten, aber was die Sch\u00fcler wissen\nwollten. Da mu\u00dfte man ihnen immer sagen: Das m\u00fc\u00dft Ihr aber nicht beim Examen\nsagen. -Es ist schon eine Schwierigkeit. Und dann kam es zum Examen. Es ging\nleidlich ab. Aber wir hatten &#8211; verzeihen Sie, wenn ich das triviale Wort\ngebrauche &#8211; im Lehrerkollegium und in den Lehrerkonferenzen den Katzenjammer.\nWir sagten uns: Nun haben wir die Waidorfschule eingerichtet; jetzt, wo wir sie\nkr\u00f6nen sollten durch das letzte Schuljahr, da k\u00f6nnen wir unsere Intentionen,\ndas, was die Schule sein sollte, nicht durchf\u00fchren. Und so haben wir dann trotz\nalledem den Beschlu\u00df gefa\u00dft, bis zum letzten Schuljahre, bis zum Ende der 12.\nKlasse streng den Lehrplan durchzuf\u00fchren und daneben den Eltern und Sch\u00fclern\nden Vorschlag zu machen, nachher noch ein Jahr dranzust\u00fcckeln, damit die\nSch\u00fcler dann ihr Examen machen k\u00f6nnen. Namentlich die Sch\u00fcler und Sch\u00fclerinnen\nunterziehen sich diesem mit der gr\u00f6\u00dften Hingabe, da\u00df sie wirklich nun mit dem,\nwas in der Waldorfschule intendiert, gewollt wird, auskommen wollen. Wir haben\neigentlich keinen Widerspruch erfahren. Das einzige, worum wir gebeten wor\u00adden\nsind, ist, da\u00df nun Waldorfschullehrer diese Trainierung zum Examen vornehmen\nsollten.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Man sieht, wie schwierig es ist,\netwas, was aus blo\u00dfer Menschen\u00aderkenntnis hervorgehen sollte, tats\u00e4chlich in\ndie heutige sogenannte Wirklichkeit hineinzustellen. Wenn man kein Phantast\nist, der das nicht einsieht, da\u00df man mit der Wirklichkeit rechnen mu\u00df, dann hat\nman es erst ganz besonders schwer. Und so steht auf der einen Seite, ich m\u00f6chte\nsagen als etwas, was selbstverst\u00e4ndlich geliebt wird, die p\u00e4dagogische Kunst\ninnerhalb der anthroposophischen Bewegung drinnen; so steht aber wiederum die\nanthroposophische Bewegung mit ungeheuren Schwierigkeiten in der allgemeinen\nheutigen sozialen Ordnung drinnen, wenn sie dasjenige verwirklichen will,\ngerade auf dem geliebten Gebiete der P\u00e4dagogik, wovon sie die innerste\nNotwendigkeit einsieht. Auch das mu\u00df lebensvoll ins Auge gefa\u00dft werden.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref10\">[10]<\/a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; \nIn diese\nEr\u00f6rterungen spielte hinein einerseits, dass Rudolf Steiner aufs beharrlichste\neine Form f\u00fcr die Gliederung des Sprachsunterrichts nach Kenntnissstufen &#8211; also\nm\u00f6glichst unabh\u00e4ngig von den Klassen &#8211; suchte, andererseits, dass er f\u00fcr die\nOberklassen, beginnend mit dem 7. Schuljahr, eine partielle Gabelung des\nUnterrichts suchte f\u00fcr solche Sch\u00fcler, die das Gymnasial-Abitur anstreben,\neinerseits und f\u00fcr diejenigen die f\u00fcr ihre Berufsausbildung die Alten Sprachen\nnicht brauchen, andererseits.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref11\">[11]<\/a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; \nWir m\u00fcssen darauf\nhinarbeiten, dass wir die Kinder dahin bringen, ein Abiturium bestehen zu\nk\u00f6nnen.Und das ist nicht anders zu erreichen, als dass wir sie entscheiden\nlassen dar\u00fcber, ob sie Griechisch und Lateinisch haben wollen, was mit den\nEltern im Zusammenhang gemacht wird, oder ob sie Franz\u00f6sisch und Englisch haben\nwollen. &#8211; Da wir Franz\u00f6sisch und Englisch beginnen mit der ersten Klasse, ist\nes zweifellos, dass wir irgendetwas zur Wiederholung &#8211; der Neueren Sprachen &#8211;\ntun k\u00f6nnen bei den \u00e4lteren Sch\u00fclern, die Griechisch und Lateinisch haben, wenn\nes gew\u00fcnscht wird. Aber diese Gliederung m\u00fcssen wir vornehmen.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref12\">[12]<\/a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Diejenigen, welche darauf Anspruch machen, humanistische\nMatura zu machen, die m\u00fcssen auf Englisch verzichten. Wenn sie nicht verzichten\nwollen auf Englisch, dann m\u00fcssen sie auf das Humanistische verzichten. [&#8230;] Machen wir es dann so. Bis zur vollendeten 8. Klasse\nGriechisch. In der 5., 6., 7., 8. Klasse machen wir Latein und Griechisch\nzusammen obligatorisch f\u00fcr den Waldorfschulplan, nur geben wir die M\u00f6glichkeit,\ndass diese Gegenst\u00e4nde von gewissen Sch\u00fclern weggelassen werden, weil die\nEltern keinen Wert darauf legen [&#8230;] Von der 9. ab w\u00fcrde die Gabelung\neintreten, entweder Griechisch oder Englisch.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Mirko Kulig In questo articolo vogliamo dare una panoramica dei problemi che dovette affrontare Rudolf Steiner durante l&#8217;apertura della&hellip;<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":1126,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[20],"tags":[302,304,305,301],"class_list":["post-1125","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-pedagogia","tag-considerazioni-di-rudolf-steiner","tag-esperienza-prima-scuola-waldorf","tag-prima-scuola-steiner","tag-rudolf-steine"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1125","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1125"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1125\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1127,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1125\/revisions\/1127"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1126"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1125"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1125"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1125"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}