{"id":1128,"date":"2019-08-07T15:16:51","date_gmt":"2019-08-07T13:16:51","guid":{"rendered":"https:\/\/mirkokulig.com\/?p=1128"},"modified":"2019-09-20T16:28:11","modified_gmt":"2019-09-20T14:28:11","slug":"obbiettivi-pedagogici-delle-classi-superiori-di-una-scuola-steiner","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/obbiettivi-pedagogici-delle-classi-superiori-di-una-scuola-steiner\/","title":{"rendered":"Obbiettivi pedagogici delle classi superiori di una Scuola Steiner"},"content":{"rendered":"\n<p>di Mirko Kulig<\/p>\n\n\n\n<p>Seguono alcune citazioni che caratterizzano gli obbiettivi pedagogici di una scuola Waldorf.<\/p>\n\n\n\n<p>In relazione all&#8217;adolescenza, sul libro di\nTobias Richter &#8220;P\u00e4dagogischer Auftrag und Unterrichtsziele &#8211; vom Lehrplan\nder Waldorfschule&#8221; (Compito pedagogico e obbiettivi di insegnamento del\npiano di studi della scuola Waldorf) leggiamo<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a>:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Rudolf Steiner\nriassume questo processo nella &#8220;nuova, terza nascita&#8221;, quella\ndell&#8217;anima senziente o corpo animico. [&#8230;] Prima di questa &#8220;terza\nnascita&#8221; le sorgenti della vita animica erano le sensazioni. Ora\nnecessitano di un nuovo livello di indipendenza. L&#8217;interiorit\u00e0 si pone di\nfronte all&#8217;esteriorit\u00e0 in una relazione che deve ancora essere configurata.\nQuesta relazione viene costruita, tra le altre cose, attraverso il giudizio.\nTutti i contenuti di insegnamento dovrebbero andare incontro a questo bisogno,\nincitarlo e soddisfarlo. Soddisfare non significa in questo caso acquietare &#8211;\nnulla \u00e8 pi\u00f9 estraneo a questa epoca di civilizzazione che la quiete -, ma\npiuttosto portare nella vita del ragazzo l&#8217;esperienza di leggi accessibili e\nverificabili attraverso il pensare, che vengono scoperte quali verit\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>[&#8230;] Intorno al\nsedicesimo anno si pu\u00f2 considerare conclusa la crisi e la drammaticit\u00e0 della\npubert\u00e0. [&#8230;] Si rafforza la propensione al lavoro serio. Questa seriet\u00e0 corre\nanche il rischio di diventare eccentrica: &#8220;Il giovane si attribuisce in\ntutta modestia un ruolo essenziale per la guarigione dell&#8217;umanit\u00e0 e plasma la\nsua vita in accordo con questa rappresentazione&#8221;<a href=\"#_ftn2\"><strong>[2]<\/strong><\/a>.\nQui il docente pu\u00f2 e deve aiutare, per esempio sollecitando lo sviluppo del\ngiudizio. Il giovane deve imparare a procedere oggettivamente nel giudicare.\nViene chiaramente sentito e cercato un &#8220;ideale&#8221;, nel proprio essere\ncome pure nell&#8217;essenza degli altri e del mondo. Quello che viene trovato\nattraverso questo gesto di ricerca raramente soddisfa la richiesta ideale, ed i\ncommenti sono inequivocabili e spietati. Il giovane pu\u00f2 facilmente diventare\nuno scettico. La scienza portata dal docente deve innanzitutto apparire nei\nsuoi processi di conoscenza riusciti. Il pessimismo sulla conoscenza non \u00e8\nfavorevole allo stato d&#8217;animo in questa et\u00e0, anche se pu\u00f2 risuonare nelle\nparole dei giovani. Se si esterna, pone un&#8217;intimazione all&#8217;adulto: dimostrami\nche non \u00e8 cos\u00ec. &#8220;L&#8217;et\u00e0 giovanile getta l&#8217;ombra su di una tragedia\noggettiva: il giovane trova solo raramente l&#8217;immagine di ci\u00f2 che cerca:\nl&#8217;adulto autodeterminato&#8221;<a href=\"#_ftn3\"><strong>[3]<\/strong><\/a>.[&#8230;]\nLa ricerca di autenticit\u00e0 e verit\u00e0 concretizza la ricerca dell&#8217;ideale\nirrealizzabile. Il compito del docente \u00e8 quello di portare all&#8217;allievo\nesperienze positive, perch\u00e9 se questo non avviene, il giovane uomo &#8220;non\ntrova nulla che possa fornire una base per la sua esistenza nel suo essere qui\ncon continuit\u00e0 e direzione sub specie aeternitatis. Rimane vuoto; si trova\ninstabile nella corrente del tempo&#8221;<a href=\"#_ftn4\"><strong>[4]<\/strong><\/a>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Un&#8217;educazione che si orienta a domande esistenziali di questo genere, non\npu\u00f2 mai essere senza valore. Se in precedenza il docente aveva il suo compito\nnell&#8217;essere colui che sceglie, valuta e trasmette, ora pu\u00f2 e deve essere\nvissuto dai giovani nelle sue domande e nelle sue ricerche. Ci\u00f2 che ha\ncarattere stimolante ed evolutivo non sono solo i risultati, ma piuttosto i\nprocessi in cui si trova il decente ed in cui forma e sviluppa se stesso. Il\ndocente che rimane un uomo in divenire, ha successo in questa fascia di et\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8220;Non abbiamo il compito di trasmettere convinzioni alle prossime\ngenerazioni. Dobbiamo portarli ad utilizzare la loro forza di giudizio e la\ncapacit\u00e0 di farsi un&#8217;idea. Devono imparare a guardare il mondo con gli occhi\naperti. Questo non dipende dal fatto che siamo o meno convinti della veridicit\u00e0\ndi quello che portiamo loro. Le nostre convinzioni valgono solo per noi. Le\nportiamo alla giovent\u00f9 per dire loro: noi vediamo il mondo cosi; vedete un po&#8217;\ncome appare a voi. Dobbiamo risvegliare capacit\u00e0, non trasmettere convinzioni.\nLa giovent\u00f9 non deve credere alle nostre &lt;verit\u00e0&gt;, ma alle nostre\npersonalit\u00e0. I giovani devono accorgersi che siamo alla ricerca. E noi vogliamo\nportarli sulla strada della ricerca.&#8221;<a href=\"#_ftn5\"><strong>[5]<\/strong><\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Riguardo alla\nconclusione dei 12 anni di scuola, leggiamo<a href=\"#_ftn6\">[6]<\/a>:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Non \u00e8 la maturit\u00e0 che determina la conclusione del periodo scolastico, ma\npiuttosto la conclusione di un apprendistato, per esempio di falegname,\ngiardiniere, elettricista, fabbro, sarto, o una formazione nel sociale. Cos\u00ec\nvuole una pedagogia che si sente in dovere nei confronti di tutta la biografia,\nche considera l&#8217;istituzione scolastica quale preparazione alla scuola pi\u00f9\ngrande, quella di vita. [&#8230;]<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Questo compito formativo nei confronti dei ragazzi si deve concretizzare\nnella pratica in tre modi:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Nell&#8217;acquisire fiducia nella terra ed i compiti che pone<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Nello sperimentare il mondo nella sua sempre crescente molteplicit\u00e0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Nella scoperta della propria individualit\u00e0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Preparato in questo modo, il giovane uomo pu\u00f2 portare un contributo\nindividuale quale personalit\u00e0 autonoma alla societ\u00e0 e al suo tempo in modo\nlibero e responsabile imparando a plasmarne lo sviluppo futuro. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Per la pratica pedagogica nelle scuole Waldorf questo significa che lo\nsviluppo di capacit\u00e0 intellettuali deve essere unito alla promozione della\nfantasia e alla formazione del carattere. Le attivit\u00e0 artistiche e pratiche\nhanno quindi importanza uguale allo sviluppo cognitivo e alla trasmissione\ndella conoscenza; dovrebbero compenetrarsi reciprocamente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La formazione non si raggiunge solo attraverso l&#8217;allenamento\nintellettuale, ma \u00e8 un processo olistico. La pedagogia non si pu\u00f2 limitare ai\ncontenuti di insegnamento, riguarda l&#8217;intero uomo. Se si riesce a sviluppare\nl&#8217;intelletto, il sentimento ed il volere in maniera equilibrata, e se si riesce\na portare libert\u00e0, uguaglianza e fratellanza, docenti e allievi possono\nritenere di avere avuto successo. Allora i giovani uomini non rifiuteranno le\nsfide della vita, non si rassegneranno quando c&#8217;\u00e8 la crisi, ma si aiuteranno a\ntrovare e percorrere nuove vie in maniera sensata. La conformazione di ogni\nlezione diventa &#8220;arte dell&#8217;educazione&#8221;; perch\u00e9 il metodo utilizzato\nnell&#8217;insegnamento \u00e8 nella sua realizzazione un lavoro artistico, e presuppone\nun docente che continua a svilupparsi creativamente. Allo stesso tempo, \u00e8 un\nmetodo della puntualit\u00e0: la giusta materia portata in maniera giusta nel\nmomento giusto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Se il docente riesce ad elaborare e a comprendere le leggi dello sviluppo\n&#8211; e questa richiesta viene portata al docente Waldorf &#8211; acquista la capacit\u00e0 di\n&#8220;leggere&#8221; nell&#8217;essere umano. Le singole manifestazioni fisiologiche e\nanimiche sul percorso di sviluppo dei giovani uomini sono come lettere che\nattendono di essere messe adeguatamente in collegamento (in cui con\nadeguatamente non si intende l&#8217;interpretazione di uno stato momentaneo, ma in\ncui si costruisce la capacit\u00e0 di afferrare l&#8217;intera essenza dell&#8217;uomo. [&#8230;]).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Quando questo &#8220;saper leggere nella natura umana&#8221; porta ad\nazioni pedagogiche che stimolano l&#8217;essere intero del giovane in crescita, il\ndocente ha acquisito competenza educativa. &#8220;Pu\u00f2 assumersi la piena\nresponsabilit\u00e0 educativa nell&#8217;ambito dell&#8217;educazione scolastica &#8230; L&#8217;antropologia\ndiventa pratica solo sempre nel singolo docente. Per lui il piano di\ninsegnamento non \u00e8 una prescrizione a cui deve adempiere. Perch\u00e9 il piano di\ninsegnamento risulta dalle condizioni di sviluppo in una specifica et\u00e0&#8221;<a href=\"#_ftn7\"><strong>[7]<\/strong><\/a>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Riguardo alla\ncapacit\u00e0 di giudizio, nel 1920 Steiner dice<a href=\"#_ftn8\">[8]<\/a>:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Possiamo dire:\nl&#8217;effettivo portatore della capacit\u00e0 di giudizio umana, ci\u00f2 che nell&#8217;uomo\ncontiene le forze per dare un giudizio, questo nasce nell&#8217;uomo sostanzialmente\ncon la maturit\u00e0 sessuale e si predispone lentamente alla nascita dal 12o anno\ndi et\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Se si conosce ci\u00f2 e lo\nsi apprezza nel modo giusto, allora si \u00e8 anche consapevoli di che\nresponsabilit\u00e0 si prende se si abituano gli uomini troppo presto al giudizio\nautonomo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Abbiamo detto: l&#8217;uomo\ndeve essere educato in modo che fino alla maturit\u00e0 sessuale si trova sotto\nl&#8217;influsso dell&#8217;autorit\u00e0, che riconosce qualsiasi cosa perch\u00e9 cos\u00ec vuole\nl&#8217;autorit\u00e0 che naturalmente agisce accanto a lui. Se abituiamo il bambino a\nstare nel modo giusto con noi docenti, con noi educatori, a prendere da noi la\nverit\u00e0 perch\u00e9 la rappresentiamo quali autorit\u00e0, proprio allora prepariamo il\nbambino nel modo giusto per avere pi\u00f9 tardi in vita un giudizio libero e\nautonomo. Se non vogliamo stare accanto al bimbo in quanto autorit\u00e0 naturale,\nse in un certo senso vogliamo scomparire, e esigiamo tutto a partire dalla\nnatura infantile, allora lavoriamo su questo bimbo cos\u00ec da promuovere la sua\ncapacit\u00e0 di giudizio troppo presto, prima che ci\u00f2 che chiamiamo corpo astrale,\ncon la maturit\u00e0 sessuale, compaia libero in modo indipendente; elaboriamo ci\u00f2\nche chiamiamo corpo astrale, nel periodo in cui agisce ancora dentro la natura\nfisica del bambino.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>In questo modo\nimprimiamo nel bambino, oso esprimermi cos\u00ec, nella sua carne, quanto dovremmo\nsolo imprimere nella sua anima. In questo modo per\u00f2 prepariamo qualcosa nel\nbambino che vivr\u00e0 il lui per tutta la vita come un parassita. Perch\u00e9 \u00e8 qualcosa\ndi molto diverso se raggiungiamo la maturit\u00e0 di libero giudizio quando siamo\nben preparati nel 14<sup>o<\/sup>, 15<sup>o<\/sup> anno di vita, in cui il corpo\nastrale, che pu\u00f2 essere il portatore del giudizio, \u00e8 divenuto libero, o se\nveniamo portati al cosiddetto giudizio autonomo in et\u00e0 pi\u00f9 giovane. Nel secondo\ncaso, non sar\u00e0 l&#8217;astrale, il nostro animico, ad essere portato al giudizio\nautonomo, ma lo sar\u00e0 il corpo. Il nostro corpo per\u00f2 lo accoglier\u00e0 con tutte le\nsue caratteristiche, col suo temperamento, con le sue qualit\u00e0 del sangue, con\ntutto ci\u00f2 che in lui desta antipatia e simpatia, con tutto ci\u00f2 che non gli da\noggettivit\u00e0. In altre parole: se il bambino deve poter giudicare gi\u00e0 tra il 7o\ned il 14o anno, allora giudicher\u00e0 da quella parte della natura umana che non\npotr\u00e0 pi\u00f9 essere abbandonata in seguito, se non facciamo in modo che venga\naccudito secondo natura durante la scuola elementare, e ci\u00f2 significo\nattraverso l&#8217;autorit\u00e0. Se lasciamo giudicare troppo presto, allora giudicher\u00e0\nil corpo per tutta la vita. Rimaniamo un uomo oscillante nel nostro giudizio,\nche dipender\u00e0 dal nostro temperamento, da tutto ci\u00f2 che c&#8217;\u00e8 nel corpo. Se\ninvece veniamo preparati come lo richiede la natura del nostro corpo, come il\ncorpo esige per sua natura, veniamo educati nel giusto periodo sull&#8217;appoggio\nall&#8217;autorit\u00e0, allora ci\u00f2 che deve giudicare in noi diventer\u00e0 libero nel modo\ngiusto, allora potremmo ottenere la capacit\u00e0 di giudizio oggettivo anche pi\u00f9\ntardi nella vita. La migliore preparazione alla personalit\u00e0 umana libera e\nautonoma \u00e8 di non portare il bambino a questa personalit\u00e0 libera troppo presto,\nma alla giusta et\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Questa \u00e8 una di quelle\ncose che possono alterare tanto, se non vengono applicate nel modo giusto\nnell&#8217;arte pedagogica. Nel nostro tempo \u00e8 decisamente difficile rendere molto\nattenti su tutto ci\u00f2. Troverete che se parlo dell&#8217;argomento di cui st\u00f2 parlando\nin questo momento, al mondo esterno di oggi, a coloro che non sono preparati e\nche non portano buona volont\u00e0, predicherete ad orecchi sordi. Viviamo molto di\npi\u00f9 di quanto pensiamo nell&#8217;era del materialismo, e questa era del materialismo\ndovrebbe essere conosciuta molto bene proprio dal pedagogo. Il pedagogo\ndovrebbe essere perfettamente consapevole di quanto materialismo bolle\n(sch\u00e4umt) in tutta la cultura attuale, precisamente nell&#8217;atteggiamento\ninteriore del nostro tempo.<\/em><br><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; \nIl libro di Richter \u00e8 diventato\nnegli ultimi anni il pi\u00f9 autorevole e diffuso manuale sul programma di\ninsegnamento delle scuole Waldorf (traduzione di M. Kulig)<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; So fasst Rudolf Steiner\ndiesen Vorgang als eine \u00abneue, dritte Geburt\u00bb, eben der des Empfindungs- oder\nSeelenleibes, zusammen. [&#8230;] Vor dieser \u00abdritten Geburt\u00bb waren die\nEmpfindungen der Quell des seelischen Lebens. Nun erlangen sie eine neue Stufe\nder Selbstst\u00e4ndigkeit. Das Innere tritt dem \u00c4u\u00dferen in einer noch zu\ngestaltenden Beziehung gegen\u00fcber. Diese Beziehung wird u.a. durch das Urteil\nhergestellt. Alle Unterrichtsinhalte sollten diesem Bed\u00fcrfnis entsprechen bzw.\nes anregen und befriedigen. Hierbei meint Befriedigung nicht Beruhigung &#8211;\nnichts ist dieser Entwicklungsepoche fremder als satte Ruhe! -, sondern das\nErlebnis einer dem Denken zug\u00e4nglichen und nachpr\u00fcfbaren Gesetzlichkeit, die\nals wahr entdeckt wird.&nbsp; [&#8230;]<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Etwa\nmit dem sechzehnten Lebensjahr kann die Krise und Dramatik der Pubert\u00e4t als\nabgeschlossen angesehen werden. [&#8230;] Es verst\u00e4rkt sich die Neigung zu\nernsthafter Arbeit. Allerdings l\u00e4uft die Ernsthaftigkeit auch Gefahr,\nexzentrisch zu werden: \u00abDer Jugendliche schreibt sich in aller Bescheidenheit eine\nwesentliche Rolle f\u00fcr das Heil der Menschheit zu und gestaltet seinen\nLebensplan gem\u00e4\u00df dieser Vorstellung.\u00bb Hier muss und kann der Lehrer helfen,\nwenn er beispielhaft die Urteilsbildung anregt. Der Jugendliche soll lernen, im\nUrteilen sachgerecht vorzugehen. Deutlich wird ein \u00abIdeales\u00bb empfunden und\ngesucht &#8211; im eigenen Wesen genauso wie im Wesen der anderen und in der Welt.\nWas w\u00e4hrend dieser Suchbewegung gefunden wird, gen\u00fcgt selten dem idealen\nAnspruch, und die Kommentare sind eindeutig und erbarmungslos. Leicht kann der\nJugendliche da zum Skeptiker werden. Die Wissenschaft, wie sie der Lehrer\nvorstellt, soll vor allem in ihren gelungenen Erkenntnisschritten auftreten.\nErkenntnispessimismus ist der Seelenverfassung in diesem Lebensalter nicht\nf\u00f6rderlich, obwohl er in den Worten der Jugendlichen durchaus anklingen kann.\n\u00c4u\u00dfert sich dieser, so stellt das eine Aufforderung an die Erwachsenen dar:\nZeigt mir, dass es nicht so ist. \u00abDas Jugendalter \u00fcberschattet eine ganz\nobjektive Tragik: Der Jugendliche findet nur selten das vorgelebt, was er sucht\n&#8211; den selbstbestimmten Erwachsenen.\u00bb [&#8230;] Die Suche nach Echtheit und Wahrheit\nhat die Suche nach dem unerf\u00fcllbaren Ideal konkretisiert. Die Aufgabe des\nLehrers liegt darin, den Jugendlichen dabei positive Erfahrungen zu\nerm\u00f6glichen, denn wenn dies nicht gelingt, findet der junge Mensch \u00abnicht zu\neiner Gr\u00fcndung seiner Existenz in dem, was seinem Dasein Bestand und Richtung\nsub specie aeternitatis gibt. Er bleibt leer; haltlos steht er im Strom der\nZeit.\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Erziehung,\ndie sich an solchen Lebensfragen orientiert, kann niemals wertfrei sein. Hatte\nfr\u00fcher der Lehrer als W\u00e4hlender, Abw\u00e4gender und Vermittelnder seine Aufgabe,\ndarf und muss er nun in seinen eigenen Fragestellungen, seinem Forschen und\nSuchen von den Jugendlichen erlebt werden. Nicht die Resultate allein, vielmehr\ndie Prozesse, in welchen der Lehrer darinnen steht und sich selbst erzieht und\nentwickelt, sind es, die ermunternden, entwickelnden Charakter haben. Der\nLehrer, der selber ein Lernender bleibt, ist hier erfolgreich.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; \u00abWir\nhaben nicht die Aufgabe, unserer heranwachsenden Generation \u00dcberzeugungen zu\n\u00fcberliefern. Wir sollen sie dazu bringen, ihre eigene Urteilskraft, ihr eigenes\nAuffassungsverm\u00f6gen zu gebrauchen. Sie soll lernen, mit offenen Augen in die\nWelt zu sehen. Ob wir an der Wahrheit dessen, was wir der Jugend \u00fcberliefern,\nzweifeln oder nicht: darauf kommt es nicht an. Unsere \u00dcberzeugungen gelten nur\nf\u00fcr uns. Wir bringen sie der Jugend bei, um ihr zu sagen: So sehen wir die Welt\nan; seht zu, wie sie sich euch darstellt. F\u00e4higkeiten sollen wir wecken, nicht\n\u00dcberzeugungen \u00fcberliefern. Nicht an unsere &lt;Wahrheiten&gt; soll die Jugend\nglauben, sondern an unsere Pers\u00f6nlichkeit. Dass wir Suchende sind, sollen die\nHeranwachsenden bemerken. Und auf die Wege der Suchenden sollen wir sie\nbringen.\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;  J. Piaget, <em>Theorien und Methoden der modernen Erziehung<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; \nE. Fucke, <em>Grundlinien einer P\u00e4dagogik des Jugendalters<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; \nW. Fischer, <em>Der junge Mensch<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref5\">[5]<\/a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; \nRudolf Steiner,\nGA31<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref6\">[6]<\/a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;  Nicht das Abitur (Matura) und die\nFachhoch\u00adschulreife bilden hier den Abschluss der Schulzeit, sondern eine abge\u00adschlossene\nLehre, z.B. als Tischlerln, G\u00e4rtnerin, Elektroinstallateurln, Metallarbeiterln,\nDamenschneiderin, oder eine sozialberufliche Aus\u00adbildung. So kommt es einer\nP\u00e4dagogik zu, die sich der Gesamtheit der Biografie verpflichtet f\u00fchlt, die\ninstitutionelle Schule als Vorbereitung auf die viel gr\u00f6\u00dfere, auf die\nLebensschule zu sehen. [&#8230;]<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Auf\ndreierlei Weise muss sich diese Erziehungsaufgabe in der Praxis f\u00fcr den\nheranwachsenden Menschen konkretisieren:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; im\nVertrautwerden mit der Erde und den Aufgaben, die sie stellt<\/li><li>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; im\nErfahren der Welt in ihrer den Blick fortw\u00e4hrend weitenden Vielfalt<\/li><li>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; im\nEntdecken der eigenen Individualit\u00e4t.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; In diesem Sinne\nvorbereitet, soll der junge Mensch frei und verantwor\u00adtungsvoll als\nselbstst\u00e4ndige Pers\u00f6nlichkeit in der Gesellschafts- und Zeitsituation einen\nindividuellen Beitrag leisten und die zuk\u00fcnftige Entwicklung mitgestalten\nlernen.F\u00fcr die Erziehungspraxis der Waldorfschule bedeutet das, dass die Schulung\ndes intellektuellen Verm\u00f6gens mit der Pflege der Fantasie\u00adkr\u00e4fte und der\nBildung des Charakters zu vereinen ist. Daher wer\u00adden die k\u00fcnstlerischen und\npraktischen T\u00e4tigkeiten als gleichwertig gegen\u00fcber dem kognitiven Unterricht\nund der Vermittlung von Wis\u00adsen angesehen; sie sollen sich gegenseitig\ndurchdringen. Bildung wird nicht allein durch intellektuelles Training\nerreicht, sondern ist ein ganzheitlicher Vorgang. P\u00e4dagogik darf sich nicht auf\nfachliche Inhalte beschr\u00e4nken, sie betrifft den ganzen Menschen. Wenn es\ngelingt, Intel\u00adlekt, Gef\u00fchl und Willen gleicherma\u00dfen zu entwickeln und zu\nf\u00f6rdern, Freiheit, Gleichheit und Br\u00fcderlichkeit zu vermitteln und zu leben,\nk\u00f6nnen sich Sch\u00fcler oder Lehrer als \u00aberfolgreich\u00bb sehen. Dann werden Menschen\nsich den Herausforderungen des Lebens nicht verweigern, in Krisen nicht\nresignieren, sondern vielmehr mithelfen, Sinn zu stiften, neue Wege zu finden\nund sie selbst zu gehen. Die Gestaltung jedes Unterrichts wird zur\n\u00abErziehungskunst\u00bb; denn die Methode jeglichen Unterrichtens ist in ihrer\nVerwirklichung eine k\u00fcnstlerische Arbeit und setzt den sich selbst weiter\nentwickelnden, sch\u00f6pferischen Lehrer voraus. Zugleich ist sie eine Methode der\nRechtzeitigkeit: der rechte Stoff in rechter Form zur rechten Zeit.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Vermag\nes der Lehrer, sich die Entwicklungsgesetze zu erarbeiten und zu verstehen &#8211;\nund eine solche Forderung ist an den Waldorfp\u00e4dagogen zu stellen -, hat er sich\nbef\u00e4higt, im Menschenwesen \u00abzu lesen\u00bb: Die einzelnen physiologischen sowie\nseelischen Erscheinungen im Entwicklungsgang des heranreifenden jungen Menschen\nsind wie Buchstaben, die darauf warten, in einen sachgem\u00e4\u00dfen Zusammenhang\ngebracht zu werden. (&#8220;Wobei mit \u00absachgem\u00e4\u00df\u00bb nicht die Interpretation eines\nmomentanen Zustandes gemeint ist, sondern auf das Verm\u00f6gen baut, die gesamte\nWesenheit des Menschen zu erfassen. [&#8230;].)<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &#8220;Wenn\ndieses \u00abLesenk\u00f6nnen der Menschennatur\u00bb zu p\u00e4dagogischen Handlungen f\u00fchrt, die\nden heranwachsenden Menschen in Bezug auf sein ganzes Wesen f\u00f6rdern, hat ein\nLehrer dadurch erzieherische Kom\u00adpetenz erworben. \u00abEr kann die erzieherische\nVerantwortung, soweit sie in den Bereich schulischer Erziehung f\u00e4llt, voll\n\u00fcbernehmen &#8230; Le\u00adbenspraktisch wird Anthropologie aber immer nur im einzelnen\nLeh\u00adrer. F\u00fcr ihn ist dann der Lehrplan keine Vorschrift, die er zu erf\u00fcllen\nhat. Denn der Lehrplan ergibt sich ihm aus den Bedingungen f\u00fcr die Entwicklung\nin einem bestimmten Lebensalter.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref7\">[7]<\/a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;  E. M. Kranich in F. Bohnsack, <em>Erziehungswissenschaft und Waldorfp\u00e4dagogik<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref8\">[8]<\/a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;  O.O. 301<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; So\nda\u00df wir sagen k\u00f6nnen: der eigentliche Tr\u00e4ger des menschlichen Urteilsverm\u00f6gens,\ndasjenige im Menschen, was die Kr\u00e4fte enth\u00e4lt, die ein Urteil hervorbringen,\ndas wird im Menschen im Grunde genommen erst mit der Geschlechtsreife geboren\nund bereitet sich langsam zur Geburt vor vom 12. Jahre ab.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Wenn\nman dies wei\u00df und richtig w\u00fcrdigen kann, dann ist man sich auch bewu\u00dft, welche\nVerantwortung man \u00fcbernimmt, wenn man den Menschen zu fr\u00fch an selbst\u00e4ndiges\nUrteil gew\u00f6hnt. Ja, in dieser Beziehung herrschen ja insbesondere in der\nGegenwart die allerverderblichsten Vorurteile: man m\u00f6chte so fr\u00fch wie m\u00f6glich\nden Menschen an selbst\u00e4ndige Urteile gew\u00f6hnen.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Wir\nhaben gesagt: der Mensch ist so zu halten bis zur Geschlechtsreife reife, da\u00df\ner unter dem Einflu\u00df der Autorit\u00e4t steht, da\u00df er anerkennt irgend etwas\ndeshalb, weil es die selbstverst\u00e4ndlich neben ihm wirkende Autorit\u00e4t eben\ngebietet, eben so will. Wenn wir das Kind gew\u00f6hnen, in der richtigen Weise zu\nuns als Lehrer, als Erzieher zu stehen und hinzunehmen die Wahrheit, weil wir\nsie als Autorit\u00e4t vertreten, gerade dann bereiten wir das Kind in der richtigen\nWeise vor, sp\u00e4ter im Leben ein freies, ein selbst\u00e4ndiges Urteil haben zu\nk\u00f6nnen. Wollen wir nicht als selbstverst\u00e4ndliche Autorit\u00e4t neben dem Kinde\nstehen, wollen wir gewisserma\u00dfen verschwinden, und fordern alles der kindlichen\nNatur ab, dann bearbeiten wir dieses Kind so, da\u00df wir seine Urteilsf\u00e4higkeit zu\nfr\u00fch herausfordern, ehe das, was wir also astra-lischen Leib nennen, mit der\nGeschlechtsreife erst selbst\u00e4ndig frei erscheint; wir bearbeiten das, was wir\nso astralischen Leib nennen, indem es noch in der physischen Natur des Kindes\ndrinnen wirkt. Dadurch pr\u00e4gen wir dem Kinde, wenn ich mich jetzt so ausdr\u00fccken\ndarf, in sein Fleisch ein dasjenige, was wir ihm nur einpr\u00e4gen sollten in seine\nSeele. Dadurch aber bereiten wir in dem Kinde etwas vor, was sein ganzes Leben\nals ein Sch\u00e4dling in ihm leben wird. Denn es ist etwas ganz anderes, ob wir zum\nfreien Urteil, nachdem wir gut vorbereitet sind, im 14., 15. Jahre heranreifen,\nwo der astralische Leib, der der Tr\u00e4ger des Urteils sein kann, frei geworden\nist, oder ob wir fr\u00fcher herangezogen werden zum sogenannten selbst\u00e4ndigen\nUrteil. Im letzten Fall wird nicht unser Astralisches, das hei\u00dft unser\nSeelisches, herangezogen zum selbst\u00e4ndigen Urteil, sondern da wird unser Leib\nherangezogen. Unser Leib aber wird herangezogen mit allen seinen naturgem\u00e4\u00dfen\nEigenschaften, mit seinem Temperamente, mit seiner Blutbeschaffenheit, mit\nalledem, was in ihm Sympathie und Antipathie hervorruft, mit alledem, was ihm&nbsp; keine Objektivit\u00e4t gibt. Mit anderen Worten,\nwenn das Kind zwischen dem 7. und 14. Jahre schon selbst\u00e4ndig urteilen soll, so\nurteilt es aus demjenigen Teil der Menschennatur heraus, der sp\u00e4ter niemals\nwiederum abgestreift werden kann, wenn wir nicht daf\u00fcr sorgen, da\u00df er selber in\nnaturgem\u00e4\u00dfer Weise in der Volksschulzeit versorgt wird, n\u00e4mlich durch\nAutorit\u00e4t. Lassen wir zu fr\u00fch urteilen, so urteilt der Leib das ganze Leben\nhindurch. Dann bleiben wir ein schwankender Mensch in unserem Urteil, der abh\u00e4ngig\nist von seinem Temperament, von allem m\u00f6glichen in seinem Leibe. Werden wir so\nvorbereitet, wie es der Natur unseres Leibes entspricht, wie der Leib es\nfordert durch seine eigene Natur, werden wir zur rechten Zeit in Anlehnung an\ndie Autorit\u00e4t erzogen, dann wird in der richtigen Weise frei dasjenige, was\nurteilen soll in uns, dann werden wir sp\u00e4ter auch im Leben ein objektives\nUrteil gewinnen k\u00f6nnen. So ist die beste Vorbereitung zur selbst\u00e4ndigen, freien\nmenschlichen Pers\u00f6nlichkeit die, wenn wir das Kind nicht zu fr\u00fch zu dieser\nfreien Pers\u00f6nlichkeit bringen, sondern im rechten Lebensalter.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Das\nist eines von den Dingen, die viel verderben k\u00f6nnen, wenn sie nicht in der\nrechten Weise gerade in der p\u00e4dagogischen Kunst angewendet werden. In unserer\nZeit ist es nun eigentlich recht schwierig, auf dieses alles intensiv genug\naufmerksam zu machen. Sie werden finden, wenn Sie \u00fcber diesen Gegenstand, wie\nich selbst hier spreche, zur heutigen Au\u00dfenwelt sprechen, zu denjenigen, die\nganz und gar unvorbereitet sind und auch keinen guten Willen mitbringen, da\u00df\nSie heute sehr, sehr werden vor tauben Ohren predigen. Wir leben eben einmal\nvielmehr, als wir es denken, im Zeitalter des Materialismus, Und dieses\nZeitalter des Materialismus, es sollte eigentlich genau gekannt sein gerade von\nden P\u00e4dagogen. Der P\u00e4dagoge sollte sich genau bewu\u00dft sein, wie viel\nMaterialismus in unserer ganzen Zeitkultur, namentlich aber in unserer\nZeitgesinnung, sch\u00e4umt.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Mirko Kulig Seguono alcune citazioni che caratterizzano gli obbiettivi pedagogici di una scuola Waldorf. 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