{"id":505,"date":"2019-07-31T10:36:41","date_gmt":"2019-07-31T08:36:41","guid":{"rendered":"https:\/\/mirkokulig.com\/?p=505"},"modified":"2019-09-20T16:34:09","modified_gmt":"2019-09-20T14:34:09","slug":"luso-di-emozioni-e-sentimenti-nellinsegnamento-degli-adolescenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/luso-di-emozioni-e-sentimenti-nellinsegnamento-degli-adolescenti\/","title":{"rendered":"L&#8217;uso di emozioni e sentimenti nell&#8217;insegnamento degli adolescenti"},"content":{"rendered":"<p>Mirko Kulig<\/p>\n\n\n\n<p>Personalmente, distinguo l&#8217;emozione dal\nsentimento in questo modo:<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;emozione nasce quale diretta conseguenza\ndella percezione, il sentimento nasce dalla relazione che si crea tra la\npercezione e l&#8217;esperienza (rete di concetti) che l&#8217;uomo gi\u00e0 possiede. Per fare\nun esempio, ogni essere umano vive un&#8217;emozione di spavento iniziale quando ha\nla percezione di un tuono. Il semplice rumore forte tendenzialmente causa il\nsorgere iniziale di una paura. Questa \u00e8 un&#8217;emozione. L&#8217;immediata risposta\ninteriore \u00e8 la ricerca, attraverso pensieri, della causa del rumore. Una volta\nidentificata la causa del rumore, se l&#8217;esperienza precedente ha insegnato\n(attraverso tratti culturali per esempio) che il tuono \u00e8 la conseguenza della\nrabbia di un dio, si istituir\u00e0 un sentimento di timore reverenziale. Se invece\nl&#8217;esperienza ha insegnato che il tuono ha origine con un fulmine che deriva da\nuna distribuzione irregolare di cariche elettriche nell&#8217;atmosfera, e che io\nsono ben protetto in casa da un parafulmine, il sentimento che ne consegue sar\u00e0\ndi rilassamento (terminazione dello spavento) e forse pure divertimento.\nL&#8217;attenzione qui non \u00e8 rivolta alla veridicit\u00e0 o falsit\u00e0 di una delle due\nspiegazioni, ma solo al fattore emotivo-sentimentale associato alla percezione\ned alla sua rappresentazione. Penso quindi che si possa affermare che i\nsentimenti sono plasmabili dalle esperienze che si fanno in vita, e soprattutto\ndai concetti che creiamo in merito alle percezioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Emozioni e sentimenti forti hanno per\u00f2 anche la\nconseguenza di influenzare il libero flusso dei nostri pensieri. Se pensiamo al\nsentimento di paura e insicurezza che si pu\u00f2 provare prima e durante un esame,\nvediamo che spesso causa un blocco delle capacit\u00e0 di formulare pensieri.\nL&#8217;allievo, sotto pressione, non riesce a formulare pensieri e spiegazioni che\nin una situazione di rilassamento non causerebbero difficolt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Un&#8217;altra caratteristica che osserviamo nelle\nemozioni in relazione alle percezioni, \u00e8 che un&#8217;emozione forte favorisce la\nmemorizzazione della rappresentazione della percezione che l&#8217;ha causata.\nAbbiamo tutti memoria specifica di almeno un tramonto spettacolare vissuto\ndurante la vita, anche anni addietro, ma non abbiamo memoria specifica di un\nnormale giorno grigio d&#8217;inverno.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;elemento emotivo-sentimentale dell&#8217;essere\numano non pu\u00f2 quindi in alcun modo essere messo da parte, se vogliamo offrire\nun insegnamento efficace. Se decidiamo di ignorare questo elemento,\nsemplicemente non ci comportiamo in maniera razionale, perch\u00e9 continua ad esserci\ncomunque.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo senso, penso che una delle priorit\u00e0\nche dobbiamo dare alla nostra lezione sia che i ragazzi non vivano\nripetutamente emozioni spiacevoli nella percezione della nostra lezione e della\nmateria. Se \u00e8 chiaro che vi sono sempre capacit\u00e0 individuali che determinano la\nsimpatia di alcuni allievi e l&#8217;antipatia di altri nei riguardi della materia\nche presentiamo, dalla mia breve esperienza deduco che \u00e8 possibile dare ad ogni\nallievo la soddisfazione di arrivare a risolvere un calcolo o comprendere un\nfenomeno fisico. Ma soprattutto non penso che un allievo meno portato per la\nmateria debba necessariamente associarle sentimenti di paura, impotenza o odio.\nSe questo avviene, le conseguenze di questo sentimento potrebbero protrarsi\nanche negli anni futuri, quando magari non siamo pi\u00f9 noi l&#8217;insegnante di\nquell&#8217;allievo.<\/p>\n\n\n\n<p>Qui subentra il fattore personale di ogni\ndocente. L&#8217;associazione di sentimenti positivi o negativi alla percezione della\nlezione dipende primariamente dal docente. La capacit\u00e0 del docente di rendere\nla lezione interessante, facile e formativa attraverso un&#8217;appropriata\nassociazione di esperienze e concetti, l&#8217;individualit\u00e0 stessa del docente e\nl&#8217;approccio umano che ha con gli allievi sono, soprattutto con ragazzi\nadolescenti, di grandissima importanza. Questo \u00e8 un altro fatto che pu\u00f2 essere\nignorato ma che non cessa di esistere per questo. Ma se non viene ignorato, pu\u00f2\nin realt\u00e0 venire utilizzato a vantaggio del lavoro formativo.<\/p>\n\n\n\n<p>In una conferenza durante il convegno di Kassel\nsulla IX classe in aprile 2012, il relatore di cui purtroppo non ricordo il\nnome, ha mostrato un grafico simile al seguente (l&#8217;ho ricostruito a memoria e\nvuole dare indicazioni solo qualitative generali).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"552\" height=\"410\" src=\"https:\/\/mirkokulig.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/scienze-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-445\" srcset=\"https:\/\/mirkokulig.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/scienze-1.png 552w, https:\/\/mirkokulig.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/scienze-1-300x223.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 552px) 100vw, 552px\" \/><figcaption>Importanza per il ragazzo nella pubert\u00e0<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Come si deduce dal grafico, fino alla pubert\u00e0\nnella vita del ragazzo esistono principalmente i genitori e il docente di\nclasse. Durante e dopo la pubert\u00e0 i meno apprezzati diventano i genitori, ed i\npi\u00f9 apprezzati diventano i compagni. I docenti perdono importanza, ma meno dei\ngenitori. <\/p>\n\n\n\n<p>Gli adolescenti in questa et\u00e0 cercano modelli\nda seguire, come si evince chiaramente dal loro modo di vestirsi e atteggiarsi\nper copiare i loro divi preferiti del cinema e della musica. I docenti sono\nbuoni candidati per divenire modelli visto che passano del tempo con gli allievi.\nSe riusciamo a diventare modelli validi per i ragazzi, assoceranno a noi ed\nalla nostra materia sentimenti positivi ed in questo modo ci sar\u00e0 pi\u00f9 interesse\nnelle lezioni ed un migliore apprendimento. Se non diventiamo modelli ma\nrimaniamo &#8220;neutrali&#8221;, l&#8217;interesse dei ragazzi dipender\u00e0 da fattori\nindividuali (sono dotati o no per la materia) e dalle nostre capacit\u00e0 di\ninsegnamento specifico della materia. Se diventiamo anti-modelli facendoci\ndetestare, per molti ragazzi diventer\u00e0 una pena tremenda venire alle lezioni e\nil livello di apprendimento sar\u00e0 basso. Quindi per il docente interessato a\ndare un insegnamento di qualit\u00e0 esistono buone ragioni per essere\n&#8220;simpatico&#8221; agli allievi, anche nelle classi superiori. Ma\nsoprattutto, non si deve in alcun modo divenire anti-modelli dei ragazzi,\naltrimenti la materia che insegniamo sar\u00e0 pure associata a questo sentimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Un atteggiamento che parte da idee di\n&#8220;sofferenza per lo studio&#8221;, &#8220;sacrificio costante&#8221;, ed altri\nconcetti simili in uso ancora oggi, pu\u00f2 causare l&#8217;associazione di sentimenti\nspiacevoli all&#8217;esperienza di apprendimento, con le conseguenze indicate sopra.\nDalla mia esperienza, se si riesce a stimolare negli allievi interesse per la\nmateria e stima per il maestro, si riesce anche a convincerli benevolmente ad\nimpegnarsi quando \u00e8 il momento, senza la necessit\u00e0 di utilizzare strumenti di\nleva (note) e minacce. <\/p>\n\n\n\n<p>Rimando all&#8217;ampia letteratura di Rudolf Steiner\nper i dettagli specifici della condizione mentale ed emotiva degli allievi di\nogni et\u00e0. Il punto fondamentale da capire \u00e8 che, in quanto professionisti,\nsiamo noi a dover comprendere il ragazzo e non il ragazzo a dover comprendere\nnoi. Se la lezione va male, se i ragazzi sono infelici e insoddisfatti, se i\nragazzi non capiscono, \u00e8 principalmente colpa nostra, non loro. Queste\nsituazioni derivano frequentemente dalla nostra mancanza di comprensione delle\ncondizioni emotive e mentali dei ragazzi in quel momento.<\/p>\n\n\n\n<p>Per ritornare alla memorizzazione di percezioni\ntramite il sorgere di un&#8217;emozione forte, anche questo fatto pu\u00f2 essere\nutilizzato a vantaggio dell&#8217;apprendimento. Penso che parte delle ragioni\ndell&#8217;approccio sperimentale alle materie scientifiche proposto da Rudolf\nSteiner derivi anche da questo. Un esperimento fatto in modo tale da suscitare\nemozioni forti, verr\u00e0 ricordato meglio. Se poi la spiegazione del fenomeno non\n\u00e8 ovvia, vi sar\u00e0 interesse ed il giorno dopo il maestro avr\u00e0 l&#8217;attenzione dei\nragazzi. <\/p>\n\n\n\n<p>Non sono un medico, ma da studi effettuati sui\ncentri funzionali del cervello, risulta che il sistema limbico (composto da\nippocampo, amigdala e altre strutture) \u00e8 la sede dei processi di memoria,\nemozione e apprendimento. Questo sembra confermare la sensatezza di usare\nattivamente le emozioni dei ragazzi per insegnare. <\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mirko Kulig Personalmente, distinguo l&#8217;emozione dal sentimento in questo modo: L&#8217;emozione nasce quale diretta conseguenza della percezione, il sentimento nasce&hellip;<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":506,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[20],"tags":[55,56,57,58],"class_list":["post-505","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-pedagogia","tag-emozioni-e-sentimento","tag-insegnamento-adolescenti","tag-insegnamento-steiner","tag-insegnamento-waldorf"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/505","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=505"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/505\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":507,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/505\/revisions\/507"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/506"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=505"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=505"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=505"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}