{"id":508,"date":"2019-07-31T10:46:43","date_gmt":"2019-07-31T08:46:43","guid":{"rendered":"https:\/\/mirkokulig.com\/?p=508"},"modified":"2019-09-20T16:34:09","modified_gmt":"2019-09-20T14:34:09","slug":"esempi-di-tripartizione-della-lezione-depoca-in-diverse-materie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/esempi-di-tripartizione-della-lezione-depoca-in-diverse-materie\/","title":{"rendered":"Esempi di tripartizione della lezione d&#8217;epoca in diverse materie"},"content":{"rendered":"<p>Mirko Kulig<\/p>\n\n\n\n<p>Fornir\u00f2 ora alcune idee di come penso si possa\napplicare il concetto di tripartizione della lezione nelle varie materie\npartendo da esempi pratici. Se il concetto di esperimento \u00e8 ovvio per la fisica\ne per la chimica, l&#8217;obbiettivo \u00e8 di sviluppare pensieri riguardo a cosa possa\nessere un esperimento nelle altre materie scientifiche. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fisica e chimica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Rimando agli scritti di Manfred von Mackensen\nper un esempio nell&#8217;ambito della fisica. Aggiungo solo che personalmente\nconsidero importante l&#8217;esecuzione nella fase 2 del disegno degli esperimenti da\nparte del maestro sulla lavagna e ricopiato dagli allievi. I ragazzi traggono\ngrande beneficio nell&#8217;osservare come il maestro crei davanti ai loro occhi una\nrappresentazione dell&#8217;esperienza. Questo \u00e8 soprattutto valido nelle medie.\nOvviamente se il disegno \u00e8 particolarmente complesso, pu\u00f2 essere preparato\nprima della lezione, ma in base alla mia esperienza deduco che l&#8217;atto stesso di\ndisegnare davanti ai ragazzi abbia grande validit\u00e0 pedagogica.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro elemento con cui ho fatto buone\nesperienze, \u00e8 il racconto nella fase 3 di &#8220;storie&#8221; prese dalla realt\u00e0\nrelative all&#8217;esperienza fatta il giorno prima. Le storie piacciono a tutti,\nadulti compresi, e permettono di acquisire elementi che aiutano a collegare alla\nrealt\u00e0 pi\u00f9 ampia i concetti appresi dall&#8217;esperimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Considerazioni simili valgono anche per la\nchimica.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Matematica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Cosa si intende per un <em>esperimento matematico<\/em>?<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta qui di invertire l&#8217;impostazione\nclassica. Per introdurre il concetto di &#8220;Disposizione semplice&#8221; nel\ncalcolo combinatorio, normalmente si fa vedere la formula matematica generale,\ne si danno poi degli esempi. <\/p>\n\n\n\n<p>In considerazione di quanto detto\nsin qui, si pu\u00f2 pensare invece di proporre ai ragazzi un problema qualunque\nrisolvibile con le disposizioni semplici (esperimento) su cui devono ragionare,\ndarne poi un&#8217;appropriata rappresentazione (&#8220;quando abbiamo questa\nsituazione, facciamo quindi in questo modo&#8221;), e il giorno dopo si fanno i\nragionamenti necessari a giungere alla formulazione teorica generale (D<sub>n,k\n<\/sub>= n \u2022 (n-1) \u2022 (n-2) \u2022 (n-3) \u2022&#8230;. \u2022 (n-k+1)).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Geometria<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;esperienza di geometria \u00e8 per sua natura\nsempre collegata con il disegno geometrico.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;<em>esperimento\ngeometrico <\/em>pu\u00f2 quindi relazionarsi direttamente con la rappresentazione\ngrafica. Anche qui \u00e8 utile partire da un esempio preso dal mondo reale che pu\u00f2\nessere descritto attraverso un disegno geometrico che si esegue quale\nesperimento. Un riepilogo finale delle operazioni svolte insieme alle aggiunte\nartistiche (colori significativi) al disegno permettono di affinarne la\nrappresentazione. Il giorno dopo si elaborano i relativi concetti, arrivando\nper esempio alla stesura di un algoritmo di costruzione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Geografia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non ho ancora mai condotto un&#8217;epoca di\ngeografia. Propongo quindi idee da verificare nella pratica.<\/p>\n\n\n\n<p>Per la natura stessa della materia, l&#8217;<em>esperimento geografico<\/em> andrebbe fatto\nattraverso uscite. Non \u00e8 ovviamente possibile, con l&#8217;attuale organizzazione\ndelle scuole, fare uscite tutti i giorni solo per 2 ore. Sarebbe per\u00f2\npensabile, per esempio nella geologia, fare qualche prova con i diversi tipi di\nrocce (prove chimiche, prove fisiche). Osservare che tipo di rocce vengono\nutilizzate nelle case intorno alla scuola. Se si parla dei vulcani, si pu\u00f2\nintrodurre il discorso con il racconto della storia di un&#8217;esplosione vulcanica\nvera. Forse raccontarne una diversa ogni giorno per descrivere i vari tipi di\nvulcani. In altre materie, ho constatato per esempio che i racconti\ndell&#8217;esperienza del maestro stesso hanno molto successo. Penso che questo sia\ninnanzitutto perch\u00e9 avendo vissuto l&#8217;esperienza in prima persona, il racconto \u00e8\npi\u00f9 colorito. Inoltre, gli allievi sono generalmente interessati alla vita del\nmaestro. La storia, se raccontata bene, fa sorgere le domande che poi possono\ntrovare risposta nella spiegazione il giorno dopo.<\/p>\n\n\n\n<p>Posso immaginare un decorso di questo tipo\n(esempio dei vulcani):<\/p>\n\n\n\n<p>Fase 1: Si racconta dettagliatamente l&#8217;esplosione\ndi un famoso vulcano di tipo esplosivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Fase 2 (il giorno stesso): si \u00e8 precedentemente\ndisegnato alla lavagna il vulcano di cui si \u00e8 raccontato. Alternativamente (ma\nmeno efficace!) si forniscono foto del vulcano in questione. I ragazzi\ndisegnano il vulcano in maniera artistica sul quaderno.<\/p>\n\n\n\n<p>Fase 3 (il giorno dopo): si fa il disegno in\nsezione e si spiega dove e in che modo sorgano vulcani di questo tipo. I\nragazzi sono stimolati a raccogliere sul momento in forma scritta le\nosservazioni specificamente pertinenti a questo tipo di vulcano. Si procede poi\nnello stesso modo alla fase 1 con il racconto di un vulcano effusivo. E avanti\ncos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Potr\u00e0 sembrare un po&#8217; infantile per una IX\nclasse (quando si studiano i vulcani). Personalmente, dai ricordi che ho,\nl&#8217;esperienza \u00e8 l&#8217;elemento che si ricorda meglio. E tranne il fatto di andare\npersonalmente con la classe su di un vulcano, non trovo un altro modo di far\nfare un&#8217;esperienza ai ragazzi in aula di classe. Un racconto, se fatto bene, \u00e8\nun&#8217;esperienza. <\/p>\n\n\n\n<p>Ritengo poi che l&#8217;esperimento geografico debba\nessere sempre presente come idea di fondo quando si fanno uscite scolastiche,\ndi qualunque genere esse siano. I ragazzi dovrebbero essere stimolati, durante\nle uscite, a fare osservazioni anche sui diversi tipi di paesaggio che\nincontrano.<\/p>\n\n\n\n<p>Come detto per\u00f2, queste sono solo idee che non\nho mai messo in pratica.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Biologia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non sono un biologo, ho quindi fatto pochi\npensieri in merito a questa materia. <\/p>\n\n\n\n<p>Si pu\u00f2 comunque anche qui pensare di far fare\nai ragazzi degli esperimenti in prima persona sull&#8217;occhio quando questo \u00e8 il\ntema di studio. Similmente si pu\u00f2 fare con altre parti del corpo. Un racconto\npu\u00f2 essere utilizzato per quegli organi difficilmente percepibili dal ragazzo\n(milza, fegato, ecc.). <\/p>\n\n\n\n<p>Anche qui si pu\u00f2 pensare di procedere con\npresentazione (attraverso esperimento\/racconto) del nuovo argomento, seguita\ndalla discussione qualitativa e dal disegno. Il giorno dopo, spiegazione\nfunzionale dell&#8217;organo in relazione al resto dell&#8217;organismo con raccolta di\nosservazioni pertinenti in forma scritta.<\/p>\n\n\n\n<p>In tutti questi casi, gli esempi dati vogliono\nsolo essere di carattere indicativo e bisogna adattare la tripartizione della\nlezione di caso in caso, di materia in materia e di maestro in maestro. Ritengo\ncomunque che l&#8217;idea generale dovrebbe essere seguita il pi\u00f9 fedelmente\npossibile. <\/p>\n\n\n\n<p>Vorrei concludere questo capitolo con un\nesempio preso dalla vita reale che mette in evidenza il normale metodo di apprendimento\nche tutti preferiamo.<\/p>\n\n\n\n<p>Supponiamo di essere un produttore video\ndilettante che acquista una videocamera professionale. Apro la scatola, tiro\nfuori la videocamera, la prendo in mano e ne osservo ogni dettaglio\npercependone il peso, la maneggevolezza, il design. Se le batterie sono gi\u00e0\ncariche (cosa comune al giorno d&#8217;oggi), la accendo, verifico il funzionamento\ncon un paio di riprese di prova e controllo le varie funzioni. Vi sono poi dei\npulsanti e delle funzioni che non conosco. Prendo il manuale per l&#8217;uso,\nidentifico il pulsante tramite il confronto con il disegnetto schematico\ndell&#8217;apparecchio sul manuale, e poi leggo i dettagli del pulsante o della\nfunzione. \u00c8 alquanto inverosimile pensare che prima di tirare fuori la\nvideocamera io legga tutto il manuale. Neppure l&#8217;utilizzatore pi\u00f9 profano\npartirebbe direttamente dalla lettura del manuale lasciando l&#8217;apparecchio nella\nscatola. E se lo facesse, potrebbe ricominciare da capo quando prende in mano\nla videocamera, perch\u00e9 non pu\u00f2 ricordare tutte le descrizioni a memoria che si\nriferiscono ad un oggetto che non ha ancora visto e toccato. In entrambi i\ncasi, ci si vuole prima fare una rappresentazione dell&#8217;oggetto attraverso la\npercezione dello stesso. <\/p>\n\n\n\n<p>I concetti gi\u00e0 conosciuti mi permettono di\nutilizzare parte delle funzionalit\u00e0 dell&#8217;apparecchio sin da subito, i concetti\nsconosciuti devono prima essere identificati come tali. Una volta identificati,\nsi procede nell&#8217;acquisire nuovi concetti dal manuale per espandere la nostra\nrappresentazione. <\/p>\n\n\n\n<p>Il primo passo del processo di apprendimento\nconsiste nella percezione dell&#8217;oggetto dell&#8217;apprendimento. <\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mirko Kulig Fornir\u00f2 ora alcune idee di come penso si possa applicare il concetto di tripartizione della lezione nelle varie&hellip;<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":509,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[20],"tags":[62,59,61,60],"class_list":["post-508","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-pedagogia","tag-tripartizione-della-epoca","tag-tripartizione-epoca","tag-tripartizione-in-diverse-materie","tag-tripartizione-steiner"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/508","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=508"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/508\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":510,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/508\/revisions\/510"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/509"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=508"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=508"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=508"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}