{"id":538,"date":"2019-07-31T12:13:26","date_gmt":"2019-07-31T10:13:26","guid":{"rendered":"https:\/\/mirkokulig.com\/?p=538"},"modified":"2019-09-20T16:33:23","modified_gmt":"2019-09-20T14:33:23","slug":"goetheanismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/goetheanismo\/","title":{"rendered":"Goetheanismo"},"content":{"rendered":"\n<p>di Mirko Kulig<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;approccio scientifico che generalmente viene\nproposto nelle scuole Waldorf \u00e8 quello goetheanistico. \u00c8 quindi appropriato\nparlarne in questa sede.<\/p>\n\n\n\n<p>Premetto che non mi considera un esperto di\nquesto tema, avendo cominciato a comprendere razionalmente questo approccio\nsolo di recente dopo essermi impegnato per anni nello studio dei libri di\nSteiner e quelli di Manfred von Mackensen (autore di libri\n&#8220;didattici&#8221; per l&#8217;insegnamento delle scienze con approccio\ngoetheanistico). Ritengo quindi incompleta l&#8217;illustrazione che tenter\u00f2 di dare\nora, e la includo solo quale stimolo ad ulteriori pensieri da parte del\nlettore.<\/p>\n\n\n\n<p>User\u00f2 il confronto tra le teorie dei colori di\nNewton e di Goethe che sono un buon esempio dei due tipi di approccio.<\/p>\n\n\n\n<p>Partiamo da Newton. Nel tentativo di\ncomprendere meglio cosa sia la luce, Newton impost\u00f2 il seguente esperimento: <\/p>\n\n\n\n<p>Attraverso una sorta di cornice, Newton isol\u00f2\nun fascio di luce solare. Questo fascio venne fatto passare attraverso un\nprisma di vetro. Il fascio che usciva dal prisma di vetro era composto da vari\ncolori, nello specifico, i colori dell&#8217;arcobaleno. Newton ne concluse che la\nluce bianca \u00e8 composta dai diversi colori che osserviamo dopo che la luce ha\nattraversato il prisma. <\/p>\n\n\n\n<p>Tempo dopo si \u00e8 compreso che la luce \u00e8 un&#8217;onda\nelettromagnetica, che ogni colore rappresenta una frequenza, e che\nl&#8217;associazione delle diverse frequenze crea la luce bianca. Questa \u00e8 ancora la\nteoria ufficiale, ma nel frattempo sono stati scoperti i fotoni. Questi sono\npiccole particelle sub-atomiche (pi\u00f9 piccole degli atomi) la cui esistenza\nspiega certi fenomeni. Il modello ondulatorio e il modello particolare sono\noggi complementari. Il modello ondulatorio va bene per alcuni fenomeni, mentre\nquello particolare ne spiega degli altri. A seconda del fenomeno da spiegare,\nsi usa un modello oppure l&#8217;altro. <\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;obiezione primaria di Goethe alla teoria di\nNewton \u00e8 la seguente. <\/p>\n\n\n\n<p>Il fenomeno di luce come si manifesta\nnormalmente \u00e8 di luce diffusa nell&#8217;atmosfera che illumina l&#8217;ambiente circostante.\nC&#8217;\u00e8 ovviamente una fonte, ma il fenomeno \u00e8 unitario intorno a me. Quindi l&#8217;aver\n&#8220;isolato&#8221; un raggio di luce significa l&#8217;aver creato un&#8217;iniziale\ncondizione sperimentale che differisce dalle condizioni ordinarie del fenomeno\ndella luce. Il raggio isolato viene poi fatto passare attraverso un prisma. Ho\ncreato quindi una seconda condizione sperimentale che \u00e8 l&#8217;interazione della\nluce con una materia translucida. Goethe quindi obbietta che queste due\ncondizioni sperimentali vanno tenute in considerazione prima di dare un\ngiudizio conclusivo sul fenomeno della luce nella sua manifestazione ordinaria.\nOsserva che queste condizioni sperimentali hanno quale conseguenza il fatto che\nvi sia contatto tra luce ed ombra. Dalle sue osservazioni, in cui descrive decine\ndi esperimenti ripetibili, Goethe conclude che i colori nascono quando luce ed\nombra interagiscono sotto certe condizioni, e che in questo modo si spiega\nanche il fenomeno del prisma. <\/p>\n\n\n\n<p>La teoria \u00e8 pi\u00f9 elaborata di come scritto qui,\nma l&#8217;idea di base dell&#8217;approccio di Goethe vuole solo indicare che, per quanto\nsia giusto e scientificamente corretto creare condizioni sperimentali per\nstudiare nel dettaglio un fenomeno, non si possono trarre conclusioni\naffrettate senza tenere conto delle condizioni sperimentali stesse che abbiamo\ncreato. Per questa ragione, Goethe fece molti esperimenti nella ricerca di\ntratti comuni che potessero effettivamente dare una spiegazione veritiera della\nluce e dell&#8217;oscurit\u00e0, o fornire eventuali limiti alla nostra conoscenza del\nfenomeno. <\/p>\n\n\n\n<p>Riassumendo, abbiamo da un canto una teoria\nfunzionale che ha permesso migliaia di applicazioni pratiche ma che ci ha\nportati, da un punto di vista logico e scientifico, in un vicolo cieco. Due\nteorie (modello ondulatorio e modello particolare) per spiegare lo stesso\nfenomeno. <\/p>\n\n\n\n<p>Dall&#8217;altra parte abbiamo invece una teoria che\nsi basa sulla percezione umana del fenomeno e che indaga il fenomeno\nsperimentalmente elaborando pensieri solo dall&#8217;osservazione diretta. <\/p>\n\n\n\n<p>Se un&#8217;osservazione non permette di dire di pi\u00f9\nsu di un dato fenomeno, o non si dice di pi\u00f9, o si creano condizioni\nsperimentali diverse per analizzare il fenomeno da un&#8217;altra prospettiva. <\/p>\n\n\n\n<p>I modelli della realt\u00e0 che abbiamo oggi, anche\nse funzionali, sono frutto di teorie che giungono a negare l&#8217;affidabilit\u00e0 della\npercezione quale strumento d&#8217;indagine del mondo. <\/p>\n\n\n\n<p>Ricordo che secondo diversi scienziati di oggi,\nil mondo \u00e8 grigio, senza odori, senza colori, senza suoni e che tutto quello\nche percepiamo \u00e8 illusione dei sensi e creato dal nostro cervello<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a>.\n<\/p>\n\n\n\n<p>Ma una teoria della realt\u00e0 che neghi\nl&#8217;affidabilit\u00e0 della percezione quale strumento di indagine, dimentica che i\nconcetti di base su cui \u00e8 stata costruita la teoria stessa erano a loro volta\nconseguenza della percezione. Se parlo di &#8220;velocit\u00e0 di un elettrone&#8221;,\nnon devo dimenticare che i concetti di &#8220;spazio&#8221; e &#8220;tempo&#8221;\nche determinano il concetto di &#8220;velocit\u00e0&#8221; sono derivati\ndall&#8217;esperienza della percezione. Senza percezione, non si potevano creare i\nconcetti di spazio e di tempo. Ma se la percezione non \u00e8 affidabile e\nscientifica, allora anche i concetti di spazio e tempo non sono affidabili, e\nquindi anche la teoria che ne fa uso non \u00e8 affidabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Per le ragioni spiegate nell\u2019articolo &#8220;Il\npensiero&#8221;, vi \u00e8 una fondamentale contraddizione nel processo di pensiero\ncome lo possiamo osservare in molti ambiti della scienza moderna. Il pensiero\nnasce dalla percezione, quindi ogni teoria (associazione di idee) che posso\nfare, si baser\u00e0 sempre su concetti che derivano dalla percezione. Questa nuova teoria\nnon pu\u00f2 quindi arrivare a dire che la percezione \u00e8 solo un&#8217;illusione, perch\u00e9 in\nquesto modo nega la legittimit\u00e0 di s\u00e9 stessa. <br><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; \nArmando Benini, M. D., neurologo, <em>La coscienza\nimperfetta<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Mirko Kulig L&#8217;approccio scientifico che generalmente viene proposto nelle scuole Waldorf \u00e8 quello goetheanistico. \u00c8 quindi appropriato parlarne in&hellip;<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":446,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[20],"tags":[92,90,91,89],"class_list":["post-538","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-pedagogia","tag-applicazione-del-goetheanismo","tag-approccio-goetheanistico","tag-approccio-scientifico","tag-goetheanismo"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/538","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=538"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/538\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":539,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/538\/revisions\/539"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/446"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=538"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=538"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=538"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}