{"id":543,"date":"2019-07-31T12:19:51","date_gmt":"2019-07-31T10:19:51","guid":{"rendered":"https:\/\/mirkokulig.com\/?p=543"},"modified":"2019-09-20T16:33:10","modified_gmt":"2019-09-20T14:33:10","slug":"il-senso-dellinsegnamento-delle-scienze-nelle-medie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/il-senso-dellinsegnamento-delle-scienze-nelle-medie\/","title":{"rendered":"Il senso dell&#8217;insegnamento delle scienze nelle medie"},"content":{"rendered":"<p>di Mirko Kulig<\/p>\n\n\n\n<p>Immaginiamo la seguente situazione: siamo in un\nconvegno in cui si trovano 50 persone di qualsiasi estrazione sociale di et\u00e0\ncompresa tra i 30 e gli 80 anni. Il relatore scrive alla lavagna la seguente\nequazione chiedendo di risolverla:<\/p>\n\n\n\n<p>7x + 8 = 3x + 28<\/p>\n\n\n\n<p>Per diverse persone la risoluzione di questa\nequazione non sarebbe immediata. Qualcuno ci riesce per tentativi, qualcuno\ndotato di particolari attitudini per la matematica ci riesce per intuizione,\naltri forse si ricordano il metodo di risoluzione, ma in genere penso che\nsoltanto gli insegnanti di scienze, eventuali fisici, matematici, ingegneri e\narchitetti siano in grado di risolvere questa equazione rapidamente e senza\ndifficolt\u00e0. E questo nonostante il fatto che sia un&#8217;equazione del livello di\nVIII classe, quindi matematica delle medie.<\/p>\n\n\n\n<p>Come mai non tutti sanno risolverla? Penso che\nla ragione sia molto semplice. Tutti hanno imparato a risolvere queste\nequazioni alle medie, ma poi, finiti gli studi, molti non le hanno mai pi\u00f9\nusate. Hanno dimenticato il procedimento matematico per risolverle perch\u00e9 nella\nvita di ogni giorno \u00e8 raro che ci si trovi confrontati con problemi la cui\nrisoluzione richiede la stesura di un&#8217;equazione.<\/p>\n\n\n\n<p>La stessa situazione, credo, si presenterebbe\nse il relatore chiedesse come risolvere un problema basilare di fisica, o il\nbilanciamento di una reazione chimica, o la spiegazione della formazione del\ncalcare dalle carcasse degli organismi marini, piuttosto che la nomenclatura di\ntutte le ossa del corpo umano. Tutte queste sono nozioni che si apprendono\ndurante gli studi, e che poi, nella maggior parte dei casi, si dimenticano\nperch\u00e9 non servono nella vita se non in casi specifici. <\/p>\n\n\n\n<p>Durante il percorso scolastico, fin dalle medie\nvengono insegnate nozioni e procedimenti che nella vita di ogni giorno non sono\nstrettamente necessari, se non completamente inutili dal punto di vista\npratico. Di conseguenza, vengono rapidamente dimenticati.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 allora i programmi scolastici (scuola Waldorf\ninclusa) insistono a portare questi argomenti? La domanda assume ancora pi\u00f9\nimportanza in un&#8217;epoca come la nostra in cui le macchine gi\u00e0 fanno praticamente\ntutto per noi, e non vi \u00e8 quindi una stretta necessit\u00e0 di apprendere tutte\nqueste nozioni. <\/p>\n\n\n\n<p>Si pu\u00f2 rispondere a questa domanda dicendo che\nun giorno qualcun&#8217;altro dovr\u00e0 lavorare per produrre la tecnologia che ci serve\noggi e per poterla migliorare. Certamente, in questo senso le universit\u00e0 sono\ngrandi istituzioni. Ma ho l&#8217;impressione che l&#8217;et\u00e0 in cui un uomo deve\ncominciare a studiare in previsione di un ipotetico futuro accademico si\nabbassi costantemente. Paesi con l&#8217;inizio della scuola a 4-5 anni, creazione di\nlivelli di prestazione scolastica in 3<sup>a<\/sup> media o addirittura prima\nsono esempi di questa tendenza. <\/p>\n\n\n\n<p>Il primo problema che si crea con questa\nvisione &#8220;finalizzata&#8221; alla professione \u00e8 che solo una frazione degli\nesseri umani ha le qualit\u00e0 specifiche individuali per diventare scienziati, e\ndiversi allievi subiscono quindi l&#8217;umiliazione di essere &#8220;messi nella\nclasse B&#8221;. Sentirsi inadeguato non \u00e8 sicuramente una prerogativa per\nsviluppare un interesse per il mondo, per il suo funzionamento e per essere\nstimolati a studiare. Vi \u00e8 poi sempre una fascia intermedia di allievi che se\nla cava e che magari si orienta verso le lingue e le scienze umanistiche. Per\nquesti ultimi il carico di matematica e altre materie scientifiche viene spesso\nvissuto come un peso, in attesa di giungere nei livelli superiori in cui si\npotranno dedicare di pi\u00f9 alla loro specifica aspirazione umanistica.<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo problema di questa visione\n&#8220;finalizzata&#8221; \u00e8 che, con l&#8217;introduzione di verifiche regolari, test e\nbocciature, si parte dal presupposto che tutti gli allievi debbano avere\nesattamente lo stesso sviluppo negli stessi tempi e giungere ad una particolare\ncognizione di causa sui diversi argomenti esattamente nello stesso momento. Se\nnon \u00e8 cos\u00ec, si ha l&#8217;insufficienza e forse si boccia.<\/p>\n\n\n\n<p>La situazione viene poi ulteriormente aggravata\ndal fatto che per il docente, tutti i ragazzi devono aver raggiunto un certo\nlivello nella sua materia, ma dal punto di vista degli allievi, ogni allievo\ndeve raggiungere il livello stabilito dai docenti <em>di tutte le materie. <\/em>Ricordo a questo punto che questo vale per\nlivelli in cui parte degli adulti faticano gi\u00e0 solo in una materia (esempio\ndelle equazioni). In pratica, gi\u00e0 dalle medie, aspiriamo a creare dei ragazzi\nche sanno di pi\u00f9 di noi adulti. Sorge la domanda se questa impostazione\nfunzioni. In base alla mia esperienza, ritengo che questa impostazione funzioni\nparzialmente solo per poche persone.<\/p>\n\n\n\n<p>Dovremmo quindi cambiare il programma, smettere\ndi insegnare alcune materie? Io penso che il programma generale previsto per le\nmedie nella scuola Waldorf sia adatto e non sia un sovraccarico. Dobbiamo per\u00f2\nprendere coscienza delle ragioni pi\u00f9 profonde per cui si insegnano la\nmatematica e le altre materie scientifiche. La risposta pi\u00f9 importante a questa\ndomanda non \u00e8 in relazione alla preparazione a studi futuri, ma \u00e8 collegata con\nle caratteristiche specifiche dello sviluppo dell&#8217;essere umano in queste et\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Innumerevoli esperienze dimostrano che con il\n12\u00b0 anno di et\u00e0 sorge la scintilla del pensiero cosciente. Questo fatto \u00e8\nmostrato dal programma pubblico (le medie cominciano con il sesto anno scolastico)\ncome pure da quello Waldorf, in cui viene introdotta la fisica e poi la chimica\nnel settimo anno scolastico. Ma la grande differenza non sta&#8217; nelle materie\ninsegnate, quanto nel modo di procedere nell&#8217;insegnamento. A partire dalla VI\nclasse si cerca di mostrare il mondo con una visione indagatrice, che susciti\nun interesse di tipo scientifico, di pensiero. Le impressioni del mondo esterno\nnon vengono pi\u00f9 solo portate con sentimento come si fa nelle elementari, ma con\nmaggiore rielaborazione di pensiero. Questo processo graduale che parte in VI\nclasse si dovrebbe concludere con la XII classe. Si deve <em>accompagnare<\/em> il pensiero nel suo sviluppo dando al ragazzo quanto \u00e8\nspecificamente utile al suo sviluppo per ogni anno di et\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 mia opinione che l&#8217;insegnamento della\nmatematica per accompagnare lo sviluppo del pensiero nel ragazzo va visto pi\u00f9\ncome uno strumento che non una materia fine a se stessa. Nello stesso modo,\nl&#8217;insegnamento della fisica, della chimica, della biologia e della geografia\nhanno lo scopo principale di <em>insegnare a\npensare in relazione all&#8217;ambito di trattazione della singola materia<\/em>, e\nsolo in secondo luogo di insegnare la materia stessa. Le due cose sono\nstrettamente collegate, ma fa la differenza su cosa si pone l&#8217;accento. <\/p>\n\n\n\n<p>I vantaggi di un insegnamento impostato in\nquesto modo, sono l&#8217;eliminazione di aride nozioni che si dimenticano facilmente\ne l&#8217;introduzione di pensieri viventi nell&#8217;insegnamento che vanno realmente ad\narricchire il bagaglio di esperienze del ragazzo contribuendo pi\u00f9 efficacemente\nalla creazione di una sua immagine del mondo.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Mirko Kulig Immaginiamo la seguente situazione: siamo in un convegno in cui si trovano 50 persone di qualsiasi estrazione&hellip;<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":544,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[20],"tags":[43,98,97,99],"class_list":["post-543","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-pedagogia","tag-insegnamento-delle-scienze","tag-insegnamento-scienze-steiner","tag-insegnamento-scienze-waldorf","tag-rudolf-steiner"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/543","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=543"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/543\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":545,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/543\/revisions\/545"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/544"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=543"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=543"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=543"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}