{"id":574,"date":"2019-07-31T13:20:24","date_gmt":"2019-07-31T11:20:24","guid":{"rendered":"https:\/\/mirkokulig.com\/?p=574"},"modified":"2019-09-20T16:32:53","modified_gmt":"2019-09-20T14:32:53","slug":"analisi-della-creazione-di-una-teoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/analisi-della-creazione-di-una-teoria\/","title":{"rendered":"Analisi della creazione di una teoria"},"content":{"rendered":"\n<p>di Mirko Kulig<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1865 James Clerk Maxwell pone le basi\nmatematiche per la descrizione delle onde elettromagnetiche. Egli raccoglie in\nuna formulazione matematica le osservazioni che erano state fatte. Il fenomeno\nviene descritto da 20 equazioni differenziali a 20 variabili. Le equazioni\nfanno utilizzo di un sistema numerico chiamato quaternioni che estende i numeri\ncomplessi. Va specificato che lo sviluppo di queste equazioni partiva da una\nteoria che includeva ancora l&#8217;esistenza dell&#8217;etere nello spazio quale medium in\ncui le onde elettromagnetiche si propagano.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1884 un altro fisico, Oliver Heaviside\nriformula 12 delle 20 equazioni di Maxwell in 4 equazioni vettoriali a 2\nincognite, eliminando 8 equazioni perch\u00e9 ritiene che descrivono fenomeni\narbitrari. Queste 4 equazioni sono ancora oggi chiamate Equazioni di Maxwell,\nanche se sono una derivazione solo parziale del suo lavoro. Queste equazioni\nfanno parte delle fondamenta delle teorie di elettrodinamica classica, ottica\nclassica e dei circuiti elettrici (si usa il termine &#8220;classico&#8221;\nperch\u00e9 oggi ci sono anche le teorie quantistica e relativistica).<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1887 poi, gli scienziati Albert Michelson e\nEdward Morley fanno un esperimento che viene considerato la prova definitiva\ndell&#8217;inesistenza dell&#8217;etere. <\/p>\n\n\n\n<p>Vi sono altri che sostengono che le teorie di\nEinstein formulate in seguito mostrano come gli esperimenti di Michelson e\nMorley non dimostrino nulla. Sono per\u00f2 una minoranza.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi utilizziamo le equazioni di Maxwell che\nderivano da un lavoro originale molto pi\u00f9 ampio e complesso e che partiva da un\npresupposto (l&#8217;esistenza dell&#8217;etere) che poi in seguito \u00e8 stato confutato.\nPersone molto pi\u00f9 esperte di me in fisica di questo genere, ritengono che con\nl&#8217;eliminazione da parte di Heaviside di 8 equazioni dall&#8217;originale formulazione\ndi Maxwell, si siano eliminati tutta una serie di potenziali fenomeni dalla\npossibilit\u00e0 di essere osservati e compresi nella loro natura<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a>.\nL&#8217;eliminazione dell&#8217;esistenza dell&#8217;etere dal modello elettromagnetico intacca\nuno dei concetti filosofici vigenti quando \u00e8 nata la formulazione originale di\nMaxwell.<\/p>\n\n\n\n<p>Senza esprimere giudizi in merito alla validit\u00e0\ndelle equazioni e delle teorie, questo processo di creazione di una teoria\nappare per lo meno un poco confuso. <\/p>\n\n\n\n<p>Condizioni simili le incontriamo anche in altre\ndiscipline della conoscenza scientifica. In paleontologia ogni nuovo\nritrovamento di fossili pu\u00f2 modificare parti della teoria complessiva. <\/p>\n\n\n\n<p>Non si critica qui la legittimit\u00e0 di affinare\nla teoria con l&#8217;apparire di nuove prove, ma la convinzione, precedente alla\nnuova prova, che la teoria fosse completa e definitiva. <\/p>\n\n\n\n<p>Questo si distingue dal giusto rigore\nscientifico in quanto ogni nuova prova andrebbe analizzata e valutata senza\npreconcetti. Si ammette oggi che certe teorie non spiegano tutto, o che non\nsono definitive, ma non si valutano positivamente nuove prove che non si\ninseriscono direttamente nelle teorie esistenti. <\/p>\n\n\n\n<p>Se uno scienziato si presenta con esperimenti\nripetibili che mostrano fenomeni non contemplati dalla teoria, deve fornire\nanche una teoria alternativa (gi\u00e0 questo \u00e8 discutibile perch\u00e9 un fenomeno\nripetibile rimane un fatto anche se non spiegato). Se la teoria che lo\nscienziato fornisce si discosta troppo dalla teoria ufficiale, la prova viene\nsemplicemente dimenticata o considerata falsa. Gli scienziati nominati nel\ncapitolo &#8220;Scienziati poco conosciuti&#8221; sono esempi di questo genere.<\/p>\n\n\n\n<p>In questa situazione di confusione, il\ngoetheanismo ci viene in grande aiuto. Finch\u00e9 le nostre conclusioni si limitano\na quanto osserviamo, non possiamo sbagliare. Ma nel frattempo i ragazzi\nimparano un metodo veramente scientifico.<\/p>\n\n\n\n<p>Con questi esempi non voglio dire che le teorie\nvigenti oggi siano tutte sbagliate e non debbano essere insegnate. <\/p>\n\n\n\n<p>Appare comunque chiaro che non sono definitive\nnella maggior parte dei campi della scienza. <\/p>\n\n\n\n<p>La cautela nel presentare queste teorie quali\nverit\u00e0 \u00e8 quindi d&#8217;obbligo. <\/p>\n\n\n\n<p>Non ho fatto troppi pensieri sulle classi XI e\nXII, ma penso che sicuramente fino alla VIII classe non si debbano insegnare\nteorie che non possano essere direttamente derivate dall&#8217;esperienza\ndell&#8217;allievo. Se poi nelle classi alte si vogliono introdurre teorie ufficiali\nnon direttamente derivabili dalla percezione, vanno per lo meno inquadrate\nchiaramente quali teorie e modelli matematici e non come fatti definitivi e\nverit\u00e0 assolute. Questo \u00e8 particolarmente importante per quelle teorie che si\nscontrano direttamente con la realt\u00e0 percepita (per esempio mondo grigio in\nteoria, mondo colorato nell&#8217;esperienza).<br><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;  Thomas Bearden <em>Energy from the vacuum<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Mirko Kulig Nel 1865 James Clerk Maxwell pone le basi matematiche per la descrizione delle onde elettromagnetiche. 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