{"id":661,"date":"2019-08-01T09:30:01","date_gmt":"2019-08-01T07:30:01","guid":{"rendered":"https:\/\/mirkokulig.com\/?p=661"},"modified":"2019-09-20T16:32:30","modified_gmt":"2019-09-20T14:32:30","slug":"salvare-linfanzia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/salvare-linfanzia\/","title":{"rendered":"Salvare l\u2019infanzia"},"content":{"rendered":"<p><strong>di <\/strong>Peter Guttenh\u00f6fer<\/p>\n\n\n\n<p>Tradotto da Adele\nCrippa<\/p>\n\n\n\n<p>2011<\/p>\n\n\n\n<p>Memorandum per una pedagogia elementare\ndell\u2019azione<\/p>\n\n\n\n<p>La natura, sulla nostra bella Terra, \u00e8 in\npericolo. Piante e animali spariscono dal Pianeta e il disordine climatico \u00e8 un\nargomento di cui tutti parlano.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 per\u00f2 anche dell\u2019altro in pericolo: l\u2019infanzia.<\/p>\n\n\n\n<p>In tutti i Paesi del mondo la pressione sui\nbambini si intensifica: scolarizzazione sempre pi\u00f9 &nbsp;precoce, curriculum statale per i primi 10\nanni di vita, apprendimento della lettura a tre anni, inasprimento della\nconcorrenza fra bambini, esami, insegnamento intellettualizzato, poco\nmovimento, nessuna arte, nessun gioco.<\/p>\n\n\n\n<p>In casa: famiglie che vanno in pezzi,\ngenitori stressati, disoccupazione, povert\u00e0, bambini lasciati soli davanti alle\nimmagini dello schermo, giochi da computer. Anche i figli dei ricchi sono\npoveri!<\/p>\n\n\n\n<p>Non impediamoci di fare ci\u00f2 che pi\u00f9 \u00e8\nnecessario per la conservazione dell\u2019infanzia. Regaliamo ai nostri bambini almeno\n10 anni di infanzia. Cos\u00ec soltanto potranno, divenuti adulti, avere &nbsp;sufficiente forza di fantasia per plasmare la\nvita sulla Terra in modo nuovo e meglio di noi. Ne va &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; infatti della Terra, delle forze giovanili della Terra.<\/p>\n\n\n\n<p>La \u201cscuola\u201d deve essere pensata a nuovo!\nUna scuola nella quale i bambini possano vivere, giocare e lavorare in modo che\nla loro naturale capacit\u00e0 di immaginazione possa trasformarsi in fantasia\ncreatrice. Nella quale possano vivere senza subire pressione e senza paura, in\nmodo che persino nell\u2019apprendere siano felici e ne traggano salute.<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>L\u2019infanzia\nmessa a rischio attraverso la scuola<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>La civilizzazione che, muovendo dall\u2019Europa\noccidentale, ha afferrato negli ultimi secoli l\u2019intera umanit\u00e0, \u00e8 ostile all\u2019infanzia.\nLo mostra, in tutta la sua acutezza, la vita nelle citt\u00e0: in ogni movimento non\nsorvegliato che il bambino compie c\u2019\u00e8 il rischio della vita. \u00c8 proibito\ngiocare. Il metro di misura di tutte le cose \u00e8 la libera autorealizzazione\nindividuale dell\u2019adulto entro le condizioni materiali dell\u2019esistenza terrena.\nInfanzia e vecchiaia non sono altro che pesanti, inevitabili effetti\ncollaterali.<\/p>\n\n\n\n<p>Dall\u2019infanzia si deve trarre profitto. Ai\nprimi segni di una capacit\u00e0 di rappresentazione, l\u2019organizzazione statale\ninterviene: con l\u2019obbligo scolastico. In tutto il mondo \u00e8 evidente la tendenza\na spostare, anticipandolo nel tempo, l\u2019obbligo di frequentare la scuola, fino a\nportarlo all\u2019inizio del quinto anno di vita. Un pensare economico\ncosti-profitti governa i processi della formazione, sia riguardo\nall\u2019organizzazione che ai contenuti. \u00c8 risaputo che nella maggior parte dei\nPaesi del mondo i docenti sono sottopagati; all\u2019infelicit\u00e0 dei bambini si\naggiunge dunque l\u2019infelicit\u00e0 dell\u2019insegnante. Ci\u00f2 contribuisce al crearsi di quella\nantipatia di principio che sussiste tra insegnanti ed allievi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il bambino viene considerato ancor sempre\nquale oggetto della socializzazione, non quale soggetto della propria\nautoeducazione. Non viene ancora riconosciuto quale portatore del proprio diritto\na una libera educazione e a un libero sviluppo, bens\u00ec quale portatore del\ndovere di frequentare la scuola. In realt\u00e0 il dovere \u00e8 da parte degli adulti;\ncon la propria nascita il bambino entra nel proprio diritto. La Convenzione &nbsp;dei Diritti dell\u2019Infanzia delle Nazioni Unite,\nsottoscritta nel 1989 da quasi tutti gli Stati della Terra, \u00e8 un\u2019espressione di\ntale nuova coscienza; alla realizzazione degli ideali ivi formulati possiamo\nper\u00f2 avvicinarci soltanto se in tutta seriet\u00e0 riconosciamo ci\u00f2 che disse Janusz\nKorczak: \u201cIl bambino non diventa uomo soltanto da grande, egli \u00e8 un uomo!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019attuale discussione sull\u2019abuso ha portato\nalla luce come nel singolo fenomeno in tutta la sua bruttezza venga alla\nsuperficie uno strato profondo dell\u2019esistenza, nel quale la vita non purificata\ndegli istinti e l\u2019egoismo formano un miscuglio pericoloso con l\u2019istinto\nfondamentale della civilt\u00e0 moderna che \u00e8 quello di doversi impossessare di ogni\ncosa. Gli effetti che tale strato profondo sortisce sono, tra gli altri, la pedagogia\ndispotica, lo stile degli edifici scolastici, l\u2019ostilit\u00e0 nei confronti del\nmovimento, che si evidenzia nella pianificazione delle lezioni; in una parola:\nil normale ordine del giorno della \u201cscuola\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Riconoscere il bambino quale soggetto della\nsua autoeducazione \u00e8 cosa abbastanza difficile, ma come idea finalmente essa \u00e8\napprodata in seno all\u2019umanit\u00e0. \u00c8 necessario un successivo passo di\ntrasformazione, la cui direzione risulta dalla seguente frase di Rudolf\nSteiner: \u201cOgni educazione \u00e8 autoeducazione e quali insegnanti ed educatori a\ndire il vero noi siamo soltanto l\u2019ambiente circostante del bambino che sta\neducando se stesso.\u201d Configurare tale ambiente in modo corrispondente alle\nesigenze di uno sviluppo fecondo del bambino significherebbe per gli adulti una\nprofonda trasformazione delle loro abitudini di vita e di pensiero. La civilt\u00e0\ndovrebbe venire rimodellata dalle fondamenta.<\/p>\n\n\n\n<p>Il punto di partenza \u00e8 il seguente\nprincipio: maestro e bambino lavorano e imparano insieme. I bambini del giorno\nd\u2019oggi non accettano pi\u00f9 il predicatore noioso, e altrettanto poco possono\naccettare,&nbsp; in virt\u00f9 dei programmi di\ninsegnamento e del loro svolgimento dentro un\u2019aula, di venire isolati per\ngiornate intere dalla vita vera e propria. Nel migliore dei casi \u2013 o nel peggiore\n\u2013 si sottomettono. A partire dai 12 anni cominciano a difendersi. I problemi\nche ne subentrano vengono chiamati dagli educatori problemi di disciplina. La\nverit\u00e0 \u00e8 che il bambino, per sua natura, vuole essere attivo; la scuola per\u00f2,\ncos\u00ec come \u00e8 oggi, impedisce al bambino di essere produttivamente attivo.<\/p>\n\n\n\n<p>La volont\u00e0 del bambino \u00e8 volta\nall\u2019attivit\u00e0; insegnanti ed educatori pertanto fanno derivare da ci\u00f2 il\nprogramma della loro individuale autoeducazione. La pedagogia Waldorf, fondata\nda Rudolf Steiner, edifica in origine sulla base del fatto che il maestro \u00e8 una\npersona che apprende e non necessariamente uno specialista in pedagogia, di\nformazione accademica. Oggi possiamo aggiungere: il maestro deve essere un\nlavoratore. D\u2019altra parte: perch\u00e9 mai le due categorie di uomini che lavorano\nin modo direttamente produttivo, l\u2019agricoltore e l\u2019artigiano, oggi sono eliminati\ndal processo educativo? Il tipico insegnante moderno \u00e8 di fatto una persona che\nviene esonerata dal lavoro produttivo, a costo della comunit\u00e0, per potersi\ndedicare totalmente all\u2019istruzione dei bambini. Anche i bambini stessi sono\nsvincolati da qualsiasi lavoro, al fine di essere liberi per lo studio. Negli\nattuali Paesi del mondo ritenuti benestanti, tale situazione si deve protrarre\nidealmente fino al 25.mo o persino 30.mo anno di vita. Che ci\u00f2 non sia\nsostenibile dalle economie dei popoli \u00e8 cosa che a poco a poco diviene\nevidente. Che soprattutto ci\u00f2 contribuisca alla rovina della Terra, \u00e8 diventato\nchiaro soltanto a pochi.<\/p>\n\n\n\n<p>La \u201cscuola\u201d oggi \u00e8 dunque il risultato dei\nprocessi culturali centroeuropei degli ultimi 250 anni, che nella loro corsa\nsono sfociati nella frantumazione dei processi vitali. In questi, tale\nfrantumazione incide in modo particolarmente doloroso: lavoro e apprendimento,&nbsp; gioco e&nbsp;\nlavoro, artigianato e&nbsp; formazione,\ninfanzia e societ\u00e0 industriale, civilizzazione cittadina e cultura di campagna\ne cos\u00ec via sono completamente andati in pezzi. La scuola oggi \u00e8 un luogo dove\nil bambino viene estraniato dalla vita. Le sue forme organizzative sono\nartificiose e la cosiddetta \u201cmotivazione\u201d degli allievi sovente non \u00e8 altro che\nla coercizione che deriva loro dagli esami e dalla natura dei titoli ad essi\ncollegati. Ci\u00f2 \u00e8 ostile all\u2019infanzia, poich\u00e9 il bambino \u00e8 un essere del\npresente, che viene a conoscenza del proprio senso dell\u2019esistere in modo\ndiretto spirituale-sensibile; egli non lo prende da un futuro immaginato, n\u00e9 da\nqualsivoglia genere di rappresentazioni sull\u2019acquisizione di competenze.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Trasformazione\ndella scuola<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Come dev\u2019essere dunque la \u201cscuola\u201d, se\nvuole rappresentare un ambiente consono al bambino di oggi? Novalis, nel suo\nFrammento PAEDAGOGIK, ha indicato la direzione :<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cL\u2019educazione\ndei bambini, cos\u00ec come la formazione di un apprendista \u2013 non avviene per\neducazione diretta \u2013 ma nel lasciarli partecipare, poco alla volta, alle\noccupazioni ecc. degli adulti.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Gli adulti che educano devono essere\noccupati in un lavoro! Non per\u00f2 nella educazione diretta dei bambini, ma in\nquelle attivit\u00e0 che fondano e plasmano la vita. Ad esse appartengono\nnaturalmente anche lo scrivere, il leggere, il far di conto e il cantare. Come\nimpara l\u2019 \u201capprendista\u201d? Nel primo settennio tramite l\u2019imitazione, nel secondo\ntramite il fare seguendo un modello. Con ci\u00f2 sorgono immagini di adulti impegnati\nin attivit\u00e0 sensate, le cui occupazioni sono degne di essere imitate e possono\nanche esserlo, rispettivamente possono essere prese a modello e realizzate,\npoich\u00e9 essi si esprimono in azioni visibili, in movimenti delle braccia e delle\ngambe ragionevolmente guidati. Il genio del bambino che vive all\u2019unisono in\ntale ambito di attivit\u00e0, consiste nel praticare la propria autoeducazione\nimitando e facendo seguendo un modello. Chiamiamo ci\u00f2 gioco.<\/p>\n\n\n\n<p>Le occupazioni che si possono imitare\nrisiedono soprattutto negli ambiti dell\u2019agricoltura e del giardinaggio,\ndell\u2019artigianato e dell\u2019economia domestica, vale a dire in quegli ambiti nei\nquali vengono prodotti, per mezzo della trasformazione della sostanza, gli\n\u201calimenti\u201d e che sfortunatamente non sono entrati nel campo di educazione che\nha nome \u201cscuola\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Rudolf Steiner ha gi\u00e0 fatto un&nbsp; primo passo, portandoli entro lo spazio\npedagogico; ci\u00f2 costituisce oggi una delle particolarit\u00e0 della pedagogia\nWaldorf. Proprio in tali ambiti per\u00f2 l\u2019umanit\u00e0 attuale prende coscienza sempre\npi\u00f9 e pi\u00f9 acutamente di come la concezione riduzionistica del mondo e il\ntendere egoisticamente al profitto conducano alla distruzione dei nostri\nfondamenti della vita. Lo riconosciamo dagli effetti catastrofici che\nl\u2019agricoltura industrializzata ha sui terreni e sui paesaggi, sulle api, sulla\nqualit\u00e0 degli alimenti e cos\u00ec via; ce lo mostrano la sofferenza dei nostri\nanimali, il morire dei boschi.<\/p>\n\n\n\n<p>La distruzione dell\u2019ecosistema e i pericoli\nderivanti dai mutamenti climatici, oggi ci svegliano ed esigono un agire nuovo.\nQui le idee convergono: gli adulti si volgono nuovamente alla Terra, si\ncongedano dall\u2019incremento dei profitti e da un comportamento animalesco di\nmassa; l\u2019attenzione nei riguardi degli altri esseri viventi, disposti a\nservirci, diviene guida per l\u2019agire. E gli adulti portano seco i bambini! Non\nli chiudono a chiave in asilo, negli asili-nido, nelle aule di classe, ma\nlavorano con loro, i piccoli giocando, i pi\u00f9 grandi <em>partecipando poco alla volta alle occupazioni degli adulti,<\/em> come ebbe\na scrivere Novalis. Avvertiamo il bisogno di un nuovo \u201ccurriculum\u201d; <\/p>\n\n\n\n<p>vediamo una nuova valutazione delle\nmaterie, basata su materie principali e secondarie, per cui le \u201cmucche sacre\u201d\nuniversalmente riconosciute, quali la corretta padronanza della lingua madre, la\nletteratura nazionale e la matematica vengono poste nello stesso rango, insieme\na nuove materie principali quali giardinaggio e artigianato.<\/p>\n\n\n\n<p>Luogo ideale per un simile ambiente\ndedicato all\u2019educazione sarebbe ovviamente il villaggio agricolo. \u00c8 naturale\nche in ogni caso esso dovrebbe venire profondamente rimodellato e configurato a\nnuovo, se vuole rappresentare un \u201cambiente completo\u201d (Goethe, La provincia\npedagogica) per il bambino che educa se stesso e al tempo stesso nutrire le\npersone che in esso vivono e lavorano. * <\/p>\n\n\n\n<p>Non si intende dunque la \u201cfattoria della\nscuola\u201d, ma una comunit\u00e0 di persone che lavorano, le quali per mezzo della\ncoltivazione agricola biologico-dinamica vogliono dedicarsi alla riconquista\ndelle forze giovanili della Terra. Non <em>educazione\ndiretta <\/em>del bambino dunque, dalla quale Novalis dissuade, ma inserire il\nbambino in tale milieu di attivit\u00e0, lasciare che viva con ci\u00f2 che vive\nnell\u2019ambiente circostante, entro la corrente di volont\u00e0 degli adulti. Anche\nl\u2019\u201daula scolastica\u201d fa parte di questo milieu, in ogni caso in forma\nmodificata. Spazi esterni ed interni sortiscono insieme un ambiente completo.\nIl modo in cui ci\u00f2 pu\u00f2 venire allestito nei particolari dipende dalle innumerevoli\ncondizioni che di volta in volta si presentano e non pu\u00f2 venire discusso in\nquesta sede.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 chiaro che nel presente scritto si pu\u00f2\naccennare soltanto ad una determinata direzione entro la quale si avrebbe da\npresagire e da cercare l\u2019ideale. Sarebbe per\u00f2 un\u2019espressione di cecit\u00e0 nei\nconfronti della realt\u00e0 aspettarsi che l\u2019agricoltura biologico-dinamica possa\nsalvare anche la pedagogia. Due pensieri ci conducono in avanti:<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 1.\nLa \u201cfattoria\u201d sarebbe, \u00e8 vero, un ambiente ideale, ma non condizione. La\n\u201cscuola\u201d infatti si \u00e8 sviluppata anzitutto in ambienti cittadini, quindi essa\ndeve essenzialmente venir trasformata all\u2019interno della cultura della citt\u00e0.\nQuesta stessa per\u00f2, come si \u00e8 detto, deve essere in tutto e per tutto riformata,\ncosa che pu\u00f2 riuscire soltanto attraverso un genere completamente nuovo di educazione\ndei bambini e certamente soltanto in un processo della durata di decenni, se\nnon addirittura di secoli.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 2.\nNelle attuali condizioni politiche, sociali e culturali della maggior parte degli\nStati della Terra, si pu\u00f2 pensare a un cambiamento efficace del paradigma\npedagogico soltanto se si \u00e8 disposti a immaginare la trasformazione della\n\u201cscuola\u201d in un luogo di apprendimento, in un primo tempo di piccole\nproporzioni, nel quale i bambini crescendo, sviluppino una vera e propria\nvalentia del futuro.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Small\nis Beautiful<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che il bambino apprende nei suoi primi\nanni \u2013 e il modo in cui l\u2019apprende \u2013 \u00e8 di particolare importanza per dar forma\nal corso della vita. Nel presente contesto vogliamo tralasciare considerazioni\nsui primi tre anni di vita, poich\u00e9 ad ogni bambino sulla Terra auguriamo di\npoter crescere almeno in quel primo periodo di vita fra le cure di una\nfamiglia. Che questo desiderio, per centinaia di migliaia di bambini non venga\nesaudito, apre un ulteriore campo di problemi che per\u00f2, in connessione con le riflessioni\nfatte in questa sede, non pu\u00f2 venire altrettanto elaborato. Nel presente\nscritto si tratta di abbozzare l\u2019immagine di un luogo dell\u2019apprendimento nel\nquale il bambino possa vivere, imparare e prosperare, in quel periodo della sua\nvita che va dai 4 ai 10 anni; &nbsp;di\nabbozzare lo schizzo di una \u201cscuola\u201d nella quale il periodo di tre anni di\nasilo e quattro di \u201cperiodo scolastico\u201d formino un continuum di sette anni.\nAlla fine di tale fase di sviluppo, il bambino ha raggiunto uno stadio nel\nquale, nel senso della moderna ricerca in ambito di salutogenesi, dispone di un\nelementare \u201cequipaggiamento di base\u201d, con le facolt\u00e0 della coerenza <\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;(essere\nanimicamente collegati con il mondo) e della resilienza (forza di rispondere\naffermativamente agli ostacoli e di padroneggiarli). A quel punto, che\nnell\u2019antropologia antroposofica viene indicato, ricorrendo ad un\u2019immagine, con\nl\u2019espressione \u201cRubicone\u201d,&nbsp; il bambino ha\nper cos\u00ec dire edificato la propria individuale salute biologica, animica e\nspirituale, che .<\/p>\n\n\n\n<p>*Un simile rimodellamento dell\u2019agricoltura, nuovo e radicale, in\nriferimento alla sana alimentazione, alla durevolezza ecologica, alla propriet\u00e0\nprivata sui terreni, alla tecnicizzazione, alle forme di mercato, \u00e8 gi\u00e0 stato\niniziato grazie al<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;movimento dell\u2019agricoltura biologico-dinamica\ndiffuso in tutto il mondo. L\u2019aspirazione a forme di comunit\u00e0 adatte ai tempi\ntrova la sua espressione, fra altre, nella CSA (Community Supported\nAgricolture).<\/p>\n\n\n\n<p>sar\u00e0 per lui la sorgente di forze per\nsuperare le crisi degli anni successivi e della vita in genere.<\/p>\n\n\n\n<p>Se dunque il bambino, quantomeno fino al\nmomento che abbiamo qui caratterizzato, si sviluppa in un\u2019atmosfera che\nconsente e rende possibile \u201cil libero dispiegamento della sua personalit\u00e0\u201d,\ncome lo esige la legge fondamentale, si trova equipaggiato per le sfide avvenire.\nAll\u2019interno della fase che abbraccia i tre anni di asilo e quattro \u201canni di\nscuola\u201d, i processi di apprendimento non devono ancora venire governati da\nnorme di prestazione dettate dallo stato; \u00e8 pensabile che i bambini, raggiunto\nil 4\u00b0 \u201canno scolastico\u201d, sulla base della loro struttura attinente la\nprestazione e mediante adeguata preparazione, vengano resi idonei alle\nrispettive norme statali, affinch\u00e9 possano poi cambiare e passare, il pi\u00f9 possibile\nsenza problemi, in una qualsiasi altra scuola fra quelle offerte. (In molti\nPaesi c\u2019\u00e8 persino la possibilit\u00e0 dell\u2019 \u201chome schooling\u201d per il periodo della\nscuola elementare). Almeno i primi tre anni del \u201cperiodo scolastico\u201d potrebbero\ndunque venire configurati in modo del tutto libero; i tre prima della maturit\u00e0\nscolare, comunque.<\/p>\n\n\n\n<p>Il periodo di 7 anni, che prendiamo in\nconsiderazione i questo contesto, dovrebbe di conseguenza venire conformato\npuramente secondo prospettive di psicologia dello sviluppo e pedagogiche. In\nparticolare nella fase di passaggio dall\u2019asilo al \u201cperiodo scolastico\u201d possono\nvenire presi in considerazione particolarit\u00e0 individuali dello sviluppo di\nsingoli bambini; si verrebbe cos\u00ec a creare una struttura per mezzo della quale\ni problemi della scolarizzazione precoce, verso la quale c\u2019\u00e8 in tutto il mondo\nuna spinta forzata, possono venire quantomeno un poco mitigati. L\u2019obbligo\nscolastico richiesto viene soddisfatto, ma i modi dell\u2019agire pedagogico nel\ndettaglio sono liberamente determinabili.<\/p>\n\n\n\n<p>In molti luoghi della Terra, dove le\ncondizioni sociali, economiche o culturali sono insufficienti per edificare un\nsistema scolastico statale, magari persino pluriarticolato, in quei luoghi\nsarebbero da allestire, con mezzi relativamente esigui, simili piccole\n\u201cscuole\u201d: non tutti gli educatori e gli insegnanti devono avere compiuto il\npercorso di una formazione accademica; in parte sono richieste competenze\ncompletamente diverse da quelle che si devono acquisire alle universit\u00e0 o ai\nseminari per maestri. Non bisogna pensare ad edifici scolastici su cui gravano\ncosti elevati; nessun grande collegio di docenti, che lotta fino\nall\u2019esaurimento con i suoi conflitti da dinamiche di gruppo, conformi allo\nspirito dei tempi; i finanziamenti, l\u2019organizzazione e l\u2019amministrazione\nrimangono comprensibili, ecc. In una parola: Small is Beautiful \u2013 secondo il\ntitolo, famoso in tutto il mondo, del libro di E.F. Schumacher del 1973.<\/p>\n\n\n\n<p>In alcuni Paesi \u2013 in prevalenza\ndell\u2019emisfero meridionale \u2013 l\u2019attuale politica della formazione prosegue ci\u00f2\nche fece il colonialismo, creduto superato: impiantare nelle giovani anime dei\npopoli, in effetti liberi politicamente, ma sovente gravemente scossi nella\nloro identit\u00e0, il modo europeo\/americano di pensare e di vivere. Le \u00e8lite di\nquei popoli mandano i propri figli alle <\/p>\n\n\n\n<p>International Schools, oppure nei collegi\ndei loro ex \u201cpadroni\u201d; le scuole elementari invece vengono allestite\npossibilmente in modo insufficiente e frequentemente configurano i contenuti\ndel loro insegnamento secondo programmi scolastici europei i quali, come si sa,\ntrasportano seco il loro <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cpiano di studi segreto\u201d, improntato su una\nconcezione del mondo che sovente \u00e8 altrettanto lontana dalla moderna conoscenza\nscientifica, quanto dall\u2019ancora vivente patrimonio di saggezza dei popoli\nguidati ancora dalla tradizione. Un contributo alla conquista di una nuova\nidentit\u00e0 \u00e8 possibile<\/p>\n\n\n\n<p>soltanto per mezzo della riflessione sulle\nproprie radici culturali e religiose, sulla propria lingua, sul paesaggio\ncircostante, ecc. Alle condizioni attuali per\u00f2 questo \u00e8 pensabile unicamente\nper i primi anni di frequenza della scuola, poich\u00e9 vanno evitati conflitti\ntroppo forti con le autorit\u00e0 che nei rispettivi Paesi sono addette\nall\u2019educazione. Negli anni della scuola superiore infatti si tratta sempre pi\u00f9\ndi un adeguamento degli allievi al sistema sociale che vige in quel momento\nnella societ\u00e0, all\u2019interno del quale essi devono crescere. Di ci\u00f2 si devono\npreoccupare le autorit\u00e0. Anche questo pensiero parla a favore, laddove si tratti\ndi abbozzare il quadro di una piccola scuola.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Basic\nSchool<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Nell\u2019arco dei 7 anni si tratta di far s\u00ec\nche all\u2019infanzia sia possibile edificare la salute individuale, gettare la base\nper una formazione generale ed esercitarsi in un lavoro. La pedagogia Waldorf,\nche da 90 anni si va diffondendo su tutto il Pianeta, lavora, muovendo\ndall\u2019antropologia antroposofica di Rudolf Steiner, ai fondamenti antropologici\ne metodologici per rendere possibile l\u2019assunzione di tale compito. Accanto allo\nsviluppo dell\u2019intelligenza ed all\u2019espansione dell\u2019animo del bambino viene\ndedicata particolare attenzione alla formazione della sua volont\u00e0. Nel senso\ndella pedagogia elementare dell\u2019azione, qui rappresentata, anche la scuola\nWaldorf mostra per\u00f2 la propria necessit\u00e0 di sviluppo. Con lo sguardo sui\nbisogni dei bambini e guidati dalla domanda: \u201cDi cosa devono essere capaci i\nbambini di oggi nell\u2019arco di un trentennio?\u201d ci vengono posti compiti nella\ndirezione indicata nel capitolo 2. <\/p>\n\n\n\n<p>Modificare i contenuti delle lezioni e i\nmetodi adottati per le classi medie e superiori urta contro enormi difficolt\u00e0,\nalle quali si \u00e8 accennato. I primi quattro anni di scuola e il periodo\ndell\u2019asilo sono, come si \u00e8 detto, i primi modificabili.<\/p>\n\n\n\n<p>La piena bellezza e la profondit\u00e0 della\npedagogia Waldorf si dispiegano gi\u00e0 nei primi quattro anni scolastici; gioco e\nlavoro fluiscono l\u2019uno nell\u2019altro; i contenuti del mondo si manifestano in\nimmagini; bambini e maestro collaborano alla formazione di una comunit\u00e0 di\ndestino, nella quale non domina la concorrenza, ma nella quale ci si esercita a\nprestarsi vicendevolmente aiuto. Ovunque in 6.a classe cominciano nuovi\nproblemi, poich\u00e9 il rapporto del bambino verso il mondo e verso le altre\npersone cambia costituzionalmente con il 12.o anno di et\u00e0. La Basic School\npotrebbe quindi venire estesa anche in 5.a classe, a seconda delle condizioni e\ndelle possibilit\u00e0 del luogo e delle persone; per il lavoro nel 6.o anno di\nscuola verrebbero invece determinate linee guida didattiche e metodologiche\ncompletamente nuove. Su questa base, la Basic School viene pensata sull\u2019arco di\n4, al massimo 5 anni scolastici. Nella totalit\u00e0 di questa forma di scuola\nrientrano i precedenti tre anni del periodo dell\u2019asilo, dunque 7,\nrispettivamente 8 anni in tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo dunque davanti agli occhi il quadro\ndi una forma minimale della \u201cscuola\u201d, che rappresenta un\u2019offerta pedagogica\ncompleta per&nbsp; bambini tra i 4 e i 10\nanni. Non si tratta del frammento di una scuola vera e propria, non si tratta\n\u201csoltanto\u201d del grado inferiore, ma di una istituzione completa, vale a dire\nl\u2019approntamento di un luogo di studio per bambini dell\u2019et\u00e0 menzionata. A un\nluogo del genere pu\u00f2 venir data forma con un impiego di forze e di denaro\nrelativamente esiguo.<\/p>\n\n\n\n<p>La responsabilit\u00e0 per un possibile percorso\nulteriore della formazione del singolo bambino pu\u00f2 venir soltanto posta nelle\nmani di coloro che ne forniscono i mezzi. Per poter pensare a tale forma di\nBasic School&nbsp; si deve abbandonare\nl\u2019ideale della scuola Waldorf che dura 12 anni e riflettere su quali forze e\ncompetenze in genere si hanno a disposizione nell\u2019acuirsi della crisi\ndell\u2019infanzia. Le piccole \u201cscuole\u201d potranno essere i germi per luoghi\nd\u2019apprendimento completamente nuovi, dei quali non possiamo farci una immagine\ndettagliata perch\u00e9 ce ne manca la fantasia. Vogliamo creare isole di\nsalvataggio per l\u2019infanzia e con ci\u00f2 per la capacit\u00e0 di fantasia dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Peter Guttenh\u00f6fer Tradotto da Adele Crippa 2011 Memorandum per una pedagogia elementare dell\u2019azione La natura, sulla nostra bella Terra,&hellip;<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":662,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[20],"tags":[138,137,136,135],"class_list":["post-661","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-pedagogia","tag-pedagogia-steiner","tag-pedagogia-waldorf","tag-salvare-i-bambini","tag-salvare-infanzia"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/661","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=661"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/661\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":663,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/661\/revisions\/663"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/662"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=661"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=661"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=661"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}