{"id":666,"date":"2019-08-01T09:40:34","date_gmt":"2019-08-01T07:40:34","guid":{"rendered":"https:\/\/mirkokulig.com\/?p=666"},"modified":"2019-09-20T16:32:22","modified_gmt":"2019-09-20T14:32:22","slug":"la-pedagogia-waldorf-nellera-della-tecnologia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/la-pedagogia-waldorf-nellera-della-tecnologia\/","title":{"rendered":"La pedagogia Waldorf nell&#8217;era della tecnologia"},"content":{"rendered":"<p>di Mirko Kulig<\/p>\n\n\n\n<p>Come docenti dell&#8217;era moderna dobbiamo\nconfrontarci sempre di pi\u00f9 con il dilagante utilizzo che viene fatto della\ntecnologia. Ci sono i &#8220;tradizionalisti&#8221; da un lato che sono\ncompletamente contrari all&#8217;utilizzo della tecnologia, e ci sono i\n&#8220;progressisti&#8221; che invece ritengono che, essendo la tecnologia un\nelemento della realt\u00e0 odierna, andrebbe portata ai ragazzi.<\/p>\n\n\n\n<p>Riguardo all&#8217;effetto della tecnologia sul\nbambino e sul ragazzo, abbiamo da un canto i promotori della tecnologia gi\u00e0\nall&#8217;asilo quale ausilio educativo, e dall&#8217;altro scienziati che sostengono che\nun precoce utilizzo della tecnologia sia a lungo termine dannosa per il bambino\ne per il ragazzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche i risultati delle ricerche e le opinioni\ndegli &#8220;esperti&#8221; sono quindi contraddittorie. <\/p>\n\n\n\n<p>Onde potersi fare un&#8217;idea sull&#8217;argomento,\nconsiglio la lettura dell\u2019articolo di Uwe Buermann, scrittore di libri\nsull&#8217;argomento e insegnante di tecnologia presso una scuola Waldorf in\nGermania.<\/p>\n\n\n\n<p>Un&#8217;attenta analisi della societ\u00e0 moderna a\nconfronto con l&#8217;antroposofia e la pedagogia antroposofica, mostra due mondi\ncompletamente diversi. La pedagogia statale \u00e8 generalmente favorevole\nall&#8217;introduzione della tecnologia nell&#8217;insegnamento, la pratica pedagogica,\nsoprattutto nell&#8217;adolescenza e nella post-adolescenza, \u00e8 mirata alle richieste\ndel mercato del lavoro. Questo \u00e8 messo in evidenza da una costante\nanticipazione dell&#8217;inizio degli studi, l&#8217;idea di obbligatoriet\u00e0 dell&#8217;asilo,\necc. <\/p>\n\n\n\n<p>La pedagogia steineriana invece, aspira a\nmantenere i principi pedagogici e didattici che riconosce validi per lo\nsviluppo dell&#8217;essere umano.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi \u00e8 capitato in mano tempo fa un quaderno di\nscuola elementare di mio padre, cresciuto negli anni &#8217;50 in Engadina, Canton\nGrigioni, in una scuola statale. Se non avessi saputo che non era cos\u00ec, avrei\npensato che fosse un quaderno di scuola Waldorf. Il quaderno era scritto a mano\ne includeva tanti disegni di animali. <\/p>\n\n\n\n<p>Il gruppo di maestri di scuola statale di cui\nho parlato in un altro articolo (SOS scuola) nasce dall&#8217;iniziativa di un\nmaestro anziano di scuola statale che ha visto la pratica pedagogica e\ndidattica cambiare durante i numerosi anni di esperienza di insegnamento.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima constatazione \u00e8 quindi che la scuola\nstatale si \u00e8 allontanata, negli anni, dai principi pedagogici una volta\nriconosciuti generalmente validi. <\/p>\n\n\n\n<p>La domanda quindi diventa se, con il cambiare\ndella societ\u00e0 umana, cambiano anche le esigenze per un sano sviluppo del\nbambino e del ragazzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Dalle idee esposte in questo documento\ndeduciamo che il processo di creazione di concetti che parte dalla percezione\npassando dalla rappresentazione \u00e8 sempre ancora un processo importante\ndell&#8217;apprendimento. Ritengo quindi giusto continuare ad insegnare secondo\ncriteri antroposofici.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 per\u00f2 innegabile che sia i docenti che i\ngenitori, e di conseguenza i bambini, sono cambiati quale conseguenza di questa\nevoluzione tecnologica.<\/p>\n\n\n\n<p>Come \u00e8 quindi possibile integrare le due\nrealt\u00e0?<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo passo \u00e8 che il docente, attraverso\nconsiderazioni e letture come quelle proposte in questa sede, si faccia\npensieri chiari su quale deve essere il ruolo della tecnologia nella vita\numana. <\/p>\n\n\n\n<p>Questo lavoro \u00e8 necessario perch\u00e9 con l&#8217;incredibile\nvelocit\u00e0 dei cambiamenti tecnologici che osserviamo negli ultimi venti anni,\nnon vi \u00e8 quasi tempo di prendere coscienza e farsi i giusti pensieri riguardo\nad una realt\u00e0, che gi\u00e0 ne viene proposta una nuova. <\/p>\n\n\n\n<p>Anche noi docenti siamo quindi a rischio di\ncadere nella trappola tecnologica. Per trappola tecnologica intendo il grande\nstupore e il fascino che si provano quando si ha in mano un nuovo oggetto super\ntecnologico. Queste emozioni ci portano spesso a dimenticare che l&#8217;oggetto\ntecnologico ha lo scopo originale di permetterci di lavorare meno e meglio, e\nnon \u00e8 fine a se stesso. <\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 particolarmente difficile oggi in cui\nil computer ed il telefonino di 10 anni fa si sono unificati nello smartphone\nche \u00e8 estremamente facile da usare, non richiede conoscenze a priori (come \u00e8\nancora il caso per il computer), e propone un&#8217;innumerevole quantit\u00e0 di\ncosiddette App (applicazioni), che, in buona percentuale, non servono per\nlavorare ma solo per intrattenimenti vari (giochi, social networks, video, musica,\necc.). <\/p>\n\n\n\n<p>Spesso, quando incontro qualcuno con lo\nsmartphone, mi mostra quanto belle e utili sono le ultime App che ha\ninstallato. Mi mostra magari una App che fornisce, puntando il telefono verso\nil cielo notturno, il nome di tutte le stelle della parte di cielo osservata.\nAllora, stupito, dico all&#8217;amico che non sapevo che si interessasse di\nastronomia. Risulta poi dalla discussione che \u00e8 sempre ancora cos\u00ec (non si\ninteressa di astronomia), ma che comunque l&#8217;App pu\u00f2 essere utile. Sono\nd&#8217;accordo, \u00e8 una bella App. Il punto \u00e8 che il tempo trascorso a scaricare e\nprovare tutte le App che esistono non si giustifica se poi le App non si usano\nper interesse o lavoro ma si fanno solo vedere agli altri per esaltare le\nqualit\u00e0 dello strumento tecnologico.<\/p>\n\n\n\n<p>Vi \u00e8 poi il discorso dei social networks. Ho\nfatto parte per anni di diversi social networks. Vi sono naturalmente vari\nutilizzi che si possono fare di questi canali, e non si pu\u00f2 quindi\ncategoricamente dire che vanno bene o vanno male. Dipende da che uso se ne fa.\nSe servono a creare gruppi di persone con idee condivise e che quindi si\ntrovano facilitate nelle comunicazioni, non ci vedo personalmente nulla di\nmale. Per quanto riguardo gli incontri, le &#8220;amicizie&#8221;, ed in generale\ni rapporti sociali del tempo libero, vi \u00e8 il grande rischio di cadere nel\nparadosso di avere 300 amici su Facebook, e neanche uno reale con cui andare a\ngiocare a tennis o uscire a cena. La mia esperienza mi ha mostrato come,\nattraverso la stesura del &#8220;profilo&#8221; sul social network e i conseguenti\nscambi di messaggi chat, molte persone creano un&#8217;immagine virtuale di se\nstesse. Sul social network sono quello che vorrebbero essere ma che non sono\nnella vita. Attraverso una comunicazione di messaggi scritti, si possono dire\ncose che non si direbbero se ci si trovasse a quattr&#8217;occhi. La realt\u00e0 sociale\nvirtuale, se non gestita bene, tende a sostituire la realt\u00e0 sociale della vita\nnormale. Di questo il docente dovrebbe essere consapevole.<\/p>\n\n\n\n<p>Senza entrare in giudizi su cosa \u00e8 giusto e\ncosa \u00e8 sbagliato, appare evidente che bisogna tener conto delle implicazione\nsociali e umane quando si parla di smartphone, computer, media e internet. La\nquestione non \u00e8 solo di tipo tecnologico perch\u00e9 \u00e8 resa possibile dalla tecnologia,\nma anche di tipo umano.<\/p>\n\n\n\n<p>Per tornare a questioni pi\u00f9 pedagogiche, il\ndocente di oggi si trova quindi confrontato con ragazzi che ovviamente\ndesiderano la tecnologia come gli adulti, e che spesso hanno anche un facile\naccesso ad essa. Il lavoro principale dei docenti diventa quindi, oltre che\ntutelare i ragazzi quando sono a scuola, di provare a portare questi concetti\nanche ai genitori. Se il bambino o ragazzo vede il genitore che utilizza il suo\nsmartphone tutto il tempo, c&#8217;\u00e8 da attendersi che ne vorr\u00e0 uno anche lui. Dalla\nmia esperienza, basta che un ragazzo della classe venga a scuola un giorno con\nun nuovo gadget tecnologico, e subito si moltiplicheranno gli allievi che ne\nacquistano uno. Questo \u00e8 normale.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo attraverso una sensibilizzazione nostra e\nla conseguente sensibilizzazione dei genitori possiamo quindi sperare di\nresponsabilizzarli riguardo al tema della precoce tecnologizzazione di bambini\ne ragazzi.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Mirko Kulig Come docenti dell&#8217;era moderna dobbiamo confrontarci sempre di pi\u00f9 con il dilagante utilizzo che viene fatto della&hellip;<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":667,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[20],"tags":[142,143,144],"class_list":["post-666","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-pedagogia","tag-tecnologia","tag-tecnologia-a-scuola","tag-utilizzo-della-tecnologia-da-parte-degli-allievi"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/666","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=666"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/666\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":668,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/666\/revisions\/668"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/667"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=666"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=666"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/mirkokulig.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=666"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}